Dedicato a Slanif che ha sempre aspettato con impazienza questa storia^__-

 

V.

 

— Moony, prima che tu dica o faccia qualunque cosa, ricordati che io ti amo. —

— Non mi incanti, Padfoot. —

Remus era avanzato di un altro passo e Sirius era arretrato fino ad appoggiare la schiena contro il muro, precludendosi cosi’ qualunque via di fuga.

— Ho una spiegazione per tutto questo… —

— Una spiegazione che giustifichi il fatto che tu sia andato in giro quando mezza Inghilterra vuole la tua testa?! Una spiegazione che giustifichi perche’ hai coinvolto Harry e gli altri e fatto allontanare me con una scusa?! —

— Remus, ti ho gia’ detto che c’e’ un motivo validissimo per cui abbiamo fatto questo… —

Dumbledore si alzo’ in piedi ed intervenne per difendere Sirius, ma gli basto’ un’occhiata del licantropo per ammutolire e ritornare immediatamente al proprio posto.

— Non puo’ esserci alcuna ragione! Avete idea di quanto sia stato in pena? Sapete che gia’ un giorno di quindici anni fa sono tornato a casa e non l’ho piu’ trovato? Potete immaginare cosa ho provato al pensiero di averlo perso ancora?! —

Remus non si era accorto di aver alzato progressivamente la voce e, terminata la sua sfuriata, chiuse gli occhi e si porto’ le mani alla fronte per cercare di calmarsi. Sirius si stacco’ finalmente dalla parete e si avvicino’ al suo compagno, sotto lo sguardo preoccupato dei tre ragazzi, dopo di che lo afferro’ per le spalle e lo strinse forte contro il suo petto.

— Moony… —

— Lasciami andare, Sirius… — Remus cerco’ di divincolarsi, ma senza successo — Non puoi risolvere tutto cosi’… —

— Ascoltami, ti prego… — gli sussurro’ l’Animago e, prima che l’altro potesse dire qualsiasi cosa, poggio’ con decisione le labbra sulle sue, quasi volesse convincerlo che lui era reale e che era tornato.

Ma il licantropo mise le mani sul suo torace e lo allontano’ bruscamente da se’, fissandolo poi con uno sguardo carico di dolore.

— Perche’ non capisci che non e’ cosi’ semplice? Che non puoi costringermi a perdonare le tue pazzie solo perche’ ti amo? E poi non baciarmi quando hai le mie sembianze, mi fa uno strano effetto! —

— Tra qualche minuto, tornero’ come prima — gli disse Sirius, i cui capelli, in effetti, stavano gia’ diventando neri — E non voglio certo essere perdonato grazie ad un bacio, ma solo dopo che avrai ascoltato cio’ che ho da dirti. —

 — Ti prego, Remus, dagli la possibilita’ di spiegarsi. — intervenne Harry — Se dopo sarai ancora arrabbiato, potrai prendertela anche con me, perche’ l’ho aiutato nel suo piano! Ma prima ascoltalo… —

L’ex professore fisso’ a lungo figlioccio e padrino, poi incrocio’ di nuovo le braccia ed inclino’ leggermente la testa di lato, in una posizione di attesa.

— Visto che stai riprendendo il tuo aspetto, farai bene ad andarti a cambiare prima o la mia tunica ti andra’ stretta. Dopo potrai parlare. —

Sirius lo ringrazio’ con un sorriso felice e corse al piano superiore, ma non prima di aver strizzato l’occhio a Harry; il ragazzo si lascio’ scappare un sospiro di sollievo, ma lo sguardo tutt’altro che benevolo di Remus lo indusse ad abbassare gli occhi con aria colpevole e a sperare che l’uomo non decidesse di rinchiuderlo per qualche ora in una stanza con Snape e Lady Penny.

Dopo alcuni minuti di totale silenzio, Sirius ritorno’ nell’anticamera con le sue normali fattezze ed i suoi soliti abiti: Remus era rimasto nella stessa posizione di prima e l’Animago degluti’ nervosamente al solo pensiero di affrontarlo. Si sistemo’ di fronte a lui e tossi’ imbarazzato, mentre Lady Penny si accomodava sul corrimano delle scale, con un pacchetto di popcorn all’ectoplasma, e i suoi cinque mariti facevano scommesse sull’esito del confronto: Toldstone, Kent e McGregor avevano puntato due cornici a testa sulla definitiva rottura tra Lupin e Black, mentre Greensbourne ed Allard (quest’ultimo con grande sorpresa di Harry) avevano messo in palio le tele di loro pertinenza, localizzate nei posti migliori della villa, confidando nel romantico trionfo del vero amore.

— Allora, Sirius… — comincio’ il licantropo — Ora ti dispiacerebbe spiegarmi perche’ sei uscito di casa, nonostante la taglia sulla tua testa? E non dirmi che qui dentro ti sentivi in trappola e che stavi impazzendo, perche’ Lady Penny ti lascia usare quando vuoi le sue stanze di deformazione spaziale, dandoti tutta la liberta’ che desideri. —

— Avevo bisogno di comprare una bacchetta. —

Remus strabuzzo’ gli occhi di fronte a quella semplice asserzione del suo compagno, quasi non riuscisse a credere che Sirius fosse arrivato al punto di rischiare la sua vita per un motivo tanto futile.

— A cosa ti serve una bacchetta? Non hai quella di Lady Penny? Tanto non devi combattere o… —

— Era necessario che avessi una bacchetta mia prima di chiederti cio’ che sto per chiederti… — Sirius fece un respiro profondo e lascio’ perdere la sua intenzione di proporsi a quattr’occhi, in un’atmosfera molto piu’ romantica — Remus Lupin, vuoi sposarmi? —

Remus fece cadere le braccia lungo i fianchi e fisso’ Sirius con la bocca semispalancata, incapace di articolare qualsiasi parola o suono logico; l’Animago, pero’, interpreto’ il silenzio dell’altro come titubanza e comincio’ a farfugliare nervosamente.

— Cioe’… ovviamente volevo chiederti se ti va di sposarmi, quando il mio nome sara’ ripulito da tutte le accuse e quando tutta questa storia sara’ finita, perche’ non puoi legarti ufficialmente ad un criminale e non so quanto tempo ancora ci vorra’ prima che la mia posizione sia chiarita e non posso trascinarti con me in tutto questo, anche se in fondo ne sei gia’ coinvolto, ma come mio marito potresti essere un bersaglio piu’ facile e non posso vederti soffrire ancora, non dopo tutto il male che ti ho gia’ fatto e… —

Harry cerco’ di seguire il contorto ragionamento del suo padrino, ma ottenne solo un feroce mal di testa e la voglia irrefrenabile di zittirlo con un incantesimo, cosicche’ anche il professor Lupin potesse parlare.

Come se avesse letto nella mente del suo figlioccio, Sirius ammutoli’ di colpo ed abbasso’ il viso, sollevando appena lo sguardo per cercare di cogliere ogni piu’ piccolo indizio di reazione sul volto del suo amante, ma tutto cio’ che riusci’ a notare fu il suo respiro pesante ed un leggero tremito alle mani.

— Remus — riprese, stavolta con un tono di voce piu’ calmo e deciso — Quando saro’ di nuovo un uomo libero, vorrai sposarmi? —

— No. —

La risposta di Lupin perforo’ le orecchie di Harry e trafisse come un pugnale il cuore di Sirius; Dumbledore balzo’, incredulo, dalla sedia, mentre Ron e Hermione si lasciarono cadere sui gradini della scala, senza piu’ forze; Lady Penny divenne ancora piu’ trasparente per il dispiacere e Sir Toldstone, Kent e McGregor esultarono per la vincita della scommessa.

— Ce-certo… — La voce di Sirius tremava visibilmente, ma nessuno avrebbe potuto biasimarlo. — No-non posso pretendere anche questo da te, hai gia’ sofferto tanto a causa mia e… —

— Non ti sposero’ quando sarai un uomo libero. — lo interruppe Remus, con un tono ancora piu’ emozionato. — Io voglio sposarti ora. —

Sirius spalanco’ gli occhi per la sorpresa e trattenne per un attimo il respiro, quasi temendo di doversi svegliare da un momento all’altro.

— Moony… —

— O ci sposiamo immediatamente o non ci sposiamo piu’. Non voglio che capiti come l’ultima volta… non lo sopporterei ancora, Padfoot… —

Sirius allungo’ la mano per accarezzare la guancia del suo compagno, ma Remus l’afferro’ e ne bacio’ delicatamente il palmo, stringendolo poi contro le sue labbra, fredde per la tensione.

— Sposami ora, Padfoot. —

— Hai pensato che sposerai un criminale, Moony? — Sirius non riusciva a credere che il sogno che aveva tanto rincorso stesse finalmente per realizzarsi. — Sai cosa comportera’ tutto questo? —

— So solo che ti amo da vent’anni. Ed e’ l’unica cosa di cui mi importi. —

I due non riuscirono a trattenersi oltre: Sirius libero’ la mano dalla dolce morsa del compagno e la lascio’ scivolare dietro la sua nuca, mentre con l’altro braccio circondo’ la vita del suo Moony e lo attiro’ contro il suo petto, stringendolo e lasciandosi stringere come se quel contatto rappresentasse la ninfa vitale di entrambi.

Ron e Hermione si scambiarono un cinque, Lady Penny comincio’ a volare come impazzita da un lato all’altro della stanza, Allard e Greensbourne si abbracciarono, lieti di aver vinto la scommessa, e Harry alzo’ la mano verso Dumbledore, stendendo le dita in segno di vittoria.

Del tutto dimentico degli altri, Remus nascose il viso nell’incavo del collo di Sirius e gli sussurro’ parole che solo il compagno riusci’ a sentire e alle quali Sirius replico’ con lievi baci sulla fronte e sulla testa: ad un certo punto, l’ex professore si allontano’ leggermente dal suo Padfoot e gli catturo’ le labbra in un bacio piu’ profondo e sensuale che fece ridacchiare Pierre Allard e zittire tutti gli altri; Sirius poggio’ una mano sulla guancia del suo amante e piego’ la testa in maniera che loro bocche aderissero meglio, ma soltanto quando udi’ gli urletti estasiati di Lady Penny, si ricordo’ di non essere solo con Moony nella loro camera da letto.

— Visto? — Harry si stava rivolgendo agli altri — Vi avevo detto che non hanno proprio senso del pudore... —

— Dopo tutti questi mesi non ti sei ancora abituato? — Stavolta fu Dumbledore a parlare — Io li beccavo sempre nei corridoi di Hogwarts o in una delle torri... —

Sirius e Remus si staccarono immediatamente e fissarono il preside con gli occhi fuori dalle orbite.

— Cosa? —

— Tranquilli, ragazzi, non vi ho mai visti in posizioni troppo compromettenti, sebbene ci sia stato un periodo in cui avevo quasi paura di entrare in una classe vuota... —

Harry, Ron e Hermione ridacchiarono divertiti, mentre Remus si copri’ il viso con la mano, per cercare di nascondere l’imbarazzo; Sirius sospiro’ rassegnato, poi circondo’ le spalle di Moony con un braccio e gli bacio’ dolcemente la tempia.

— Ora hai capito perche’ dovevo assolutamente comprare una bacchetta? E perche’ ho chiesto a tutti di aiutarmi? —

Remus si rilasso’ contro il caldo corpo di Padfoot ed annui’ con un gesto leggero del capo.

— E’ la stessa cerimonia che avevi organizzato in quel periodo, giusto? —

— Quale periodo? — Harry non riusci’ a trattenersi dal porre quella domanda, pur temendo di apparire indiscreto, ma Sirius gli rivolse un sorriso rassicurante.

— Vedi... Io ho gia’ chiesto a Moony di sposarmi, tanto tempo fa... quando tu avevi appena un anno... —

— Davvero?! Ma... io ho sempre pensato che in quei mesi voi vi foste allontanati, perche’ tu non ti fidavi piu’ di Remus... —

Lupin punto’ uno sguardo deciso sull’uomo accanto a se’, ma non si libero’ dalla sua stretta.

— Me lo sono chiesto anch’io, Padfoot... A quel tempo sicuramente gia’ sospettavi di me, quindi come hai potuto volere ugualmente che io ti sposassi? —

Sirius gli poggio’ un bacio leggero sulle labbra prima di rispondere.

— E’ vero, avevo gia’ i miei sospetti, anche perche’ Peter aveva fatto un ottimo lavoro. Ti ho gia’ raccontato come e’ nato tutto: nessuno di noi avrebbe mai potuto credere che tu potessi tradirci volontariamente... ma i lupi mannari sono creature oscure. E Voldemort regna sulle creature oscure. Le soggiace e le comanda. Wormtail non ha fatto altro che incrementare la paura mia e di James che la tua mente potesse essere coartata da quell’essere e, per convincerci, ha assunto le tue sembianze con la Polijuice Potion e ha fatto si’ che lo vedessimo... che ti vedessimo... frequentare riunioni di notori Death Eaters. Sapevamo che non potevamo fermare l’influenza di Voldemort su di te, cosi’, quando pensammo di praticare il Fidelius, io decisi che avrei scambiato il mio ruolo di Secret Keeper con Peter e che ti avrei portato via dall’Inghilterra e dal male; ti chiesi di sposarmi affinche’ potessimo cominciare una nuova vita lontano da tutto quello, senza smettere pero’ di aiutare James e l’Ordine. Dumbledore infatti aveva bisogno di qualcuno che organizzasse una coalizione estera di maghi contro il nostro nemico comune, e pensai che avrei potuto proporre noi due per quell’incarico. Ma Voldemort arrivo’ prima... —

Remus strinse la mano che Sirius aveva appoggiato sulla sua spalla e continuo’ a fissarlo con espressione piu’ emozionata che incredula.

— Volevi sposarmi anche sapendo che avrei potuto tradirvi? —

— E tu non hai continuato ad amarmi, pur credendomi colpevole della morte dei nostri amici? —

Il licantropo rispose incollando le labbra a quelle del suo compagno e l’Animago fece scivolare le mani dietro la sua schiena, imprigionandolo in un nuovo e possessivo abbraccio.

— Ed eccoli che ricominciano... — commento’ Harry, mentre Lady Penny lanciava coriandoli luminescenti sulle loro teste e Dumbledore ricordava, ridendo, il giorno in cui Minerva McGonagall piangeva disperata, dopo aver scoperto che il suo pupillo Lupin si era innamorato di un irriducibile scavezzacollo come Black.

— Pero’ scommetto che le dispiacera’ di non essere presente al matrimonio... — concluse il preside, sempre riferendosi alla professoressa di Trasfigurazione.

— Perche’ non puo’ venire? — domando’ Ron, mentre cercava di districare i capelli dai coriandoli, rivelatisi ricoperti di colla, di Lady Penny.

Sirius si stacco’ lentamente da Lupin e gli sposto’ con dolcezza i capelli dalla fronte.

— Quando dici che vuoi sposarmi ora, intendi ora-ora o uno di questi giorni? —

— Secondo te? — gli disse Remus con un ghigno compiaciuto.

L’altro ricambio’ il sorriso e, dopo aver afferrato la mano del compagno, si volto’ verso Dumbledore, con gli occhi che esprimevano una muta domanda.

— Lo immaginavo — rispose il preside, alzandosi — Quindi sono venuto preparato... — e senza aggiungere altro, si chino’ sulla sua borsa e tiro’ fuori un libro piccolo come un’agenda, che trasformo’ in un attimo in un tomo voluminoso.

— Sirius, Remus, venite di fronte a me e prendete in mano le vostre bacchette. —

— EH?! — Harry, Ron e Hermione ebbero la medesima reazione di meraviglia. — Non vorrete sposarvi adesso?! —

— Certo. — rispose Remus tranquillamente — L’ultima volta non abbiamo fatto in tempo ed ora non voglio rischiare: voglio sposarmi con Sirius immediatamente o ho paura che non potremo piu’ farlo. —

— Ma voi non potete sposarvi adesso! — salto’ su Hermione — Non avete i vestiti adatti, non li abbiamo noi, non abbiamo organizzato gli addobbi ed il rinfresco, non abbiamo chiamato Snape... dobbiamo chiamare Snape, devo vederlo morire di rabbia! —

— Ed io devo invitare assolutamente Melissa Cassidy!! — squitti’ istericamente Lady Penny — Il suo ectoplasma deve diventare verde per l’invidia! —

— Mi dispiace — intervenne Sirius — Ma abbiamo aspettato anche troppo. Non abbiamo bisogno di addobbi o abiti particolari, e men che mai di Snivellus. Vogliamo sposarci subito, e qui ci sono gia’ tutte le persone che desideriamo avere accanto. —

— Avanti, Harry — disse Pierre dall’interno del suo quadro — Perche’ dovrebbero torturarsi ancora? Prendi un cuscino dal divano del salone e portalo a Monsieur Dumbledore. —

— E’ diventato sospettosamente accomodante, Monsieur Allard — noto’ Hermione, senza nascondere una nota di soddisfazione nella voce — Che il merito sia di Mr Greensbourne? —

I due dipinti arrossirono vistosamente prima di negare, ma la ragazza continuo’ a fissarli con l’aria di chi la sapeva lunga e rinuncio’, inaspettatamente, a qualsiasi obiezione in merito al matrimonio di Black e Lupin.

— Allora, Harry — stavolta fu Dumbledore a parlare — Prenderesti quel cuscino, prima che i nostri due sposi impazziscano per la tensione? —

Il ragazzo noto’ che, in effetti, le mani di Sirius e Remus erano strette tra loro spasmodicamente a causa dell’attesa, e non pote’ fare a meno di sorridere e di scambiare con Lady Penny un lungo sguardo d’intesa, prima di uscire dall’anticamera per recarsi nel salone.

Quando ritorno’ con il cuscino, vide che il fantasma aveva fatto esattamente cio’ che lui si aspettava: la stanza era decorata con fili e fiori d’oro che pendevano dal soffitto e le luci soffuse creavano un’atmosfera intima e suggestiva.

— Non ho potuto fare molto in pochi secondi — affermo’ Lady Penny con aria soddisfatta — Ma comunque e’ qualcosa! Non sia mai detto che i miei ragazzi non abbiano una cerimonia nuziale adeguata! —

— Grazie, Lady Penny — disse Remus, il cui volto pallido tradiva l’ansia e l’emozione di quel momento — E grazie anche a te, Harry. —

— Mi sarebbe piaciuto organizzare una cerimonia piu’ bella di quella che avevate in programma la prima volta — asseri’ il ragazzo, mentre porgeva il cuscino a Dumbledore, che lo fece levitare davanti a lui con un incantesimo. — So che non sara’ possibile, ma almeno Lady Penny ha creato un’atmosfera piu’ adatta. —

— Sara’ la cerimonia migliore che potessimo desiderare. — lo rassicuro’ Sirius, affondando una mano nei capelli del figlioccio — Perche’ tu sei qui con noi, e questo e’ tutto cio’ che conta. —

— Ora sara’ meglio cominciare. — intervenne Dumbledore, e Harry si allontano’ di qualche passo dalla coppia — Poggiate le vostre bacchette sul cuscino, l’una parallela all’altra... —

Sirius e Remus fecero quanto loro detto, senza mai separare le mani rimaste intrecciate, dopo di che il preside apri’ il grosso libro che aveva portato con se’ e, agitando la bacchetta dinanzi ai fogli, comincio’ a leggere.

— Io, Albus Dumbledore, preside di Hogwarts, dichiaro che oggi sono comparsi alla mia presenza il signor Sirius Black ed il signor Remus John Lupin, per essere uniti in matrimonio. Gli sposi sono consapevoli dei diritti e dei doveri derivanti dalla loro unione, disciplinati dal decreto magico num. 55/6, e della circostanza in base alla quale, se le loro bacchette non accetteranno lo scambio, il rito non potra’ piu’ essere ripetuto. Ora possiamo dare inizio alla cerimonia: Remus, prendi la tua bacchetta e donala a Sirius, ricordando che con essa gli donerai anche parte della tua anima. —

Remus allungo’ la mano verso la sua bacchetta e l’afferro’ con decisione, dopo di che la porse al compagno, poggiandola delicatamente sul suo palmo aperto.

— Ti ho gia’ affidato il mio cuore e la mia anima vent’anni fa. Oggi ti chiedo di accettarli di nuovo. —

Sirius strinse tra le dita la bacchetta di Moony e, in quel preciso istante, dalla punta parti’ un’esplosione di scintille rosse, che si diffusero nell’intera stanza ed andarono a posarsi sugli addobbi e sugli abiti, creando fantasiosi effetti di luce e colore.

— La bacchetta ha accettato lo scambio ed ora l’anima di Remus appartiene a Sirius. Sirius, prendi la tua bacchetta e porgila a Remus. —

L’Animago ripete’ gli stessi gesti del compagno, quindi respiro’ profondamente prima di esprimere il suo voto.

— Se raccontassi in giro di aver incontrato l’amore della mia vita ad undici anni, nessuno mi crederebbe mai. Ho dovuto aspettare i sedici anni prima che me ne rendessi conto, ma ancora oggi posso dire con certezza di averti donato me stesso con quel nostro primo bacio. E in tutto questo tempo e dopo tutto quello che ci e’ successo, mai, neppure una volta, il mio cuore si e’ allontanato da te. Ho potuto sopravvivere perche’ tu avevi la mia vita. Ed oggi, ufficialmente, io te l’affido di nuovo. —

Remus strinse la bacchetta di Sirius con mano tremante e, chiudendo gli occhi umidi, la bacio’ con disperata possessivita’.

— Ti amo, Sirius... — sussurro’, e la bacchetta inondo’ la stanza di luce calda e dorata, che sbiadi’ il colore delle decorazioni, ma accentuo’ il rosso delle scintille magiche che ancora vagavano per la stanza.

— La bacchetta ha accettato lo scambio ed ora l’anima di Sirius appartiene a Remus... —

Prima che Dumbledore finisse di parlare, Sirius attiro’ a se’ Remus e lo bacio’ profondamente, mentre la luce rossa e dorata li avvolgeva, quasi volesse abbracciarli e benedirli. Harry, Ron e Hermione applaudirono, Lady Penny suono’ le sue trombette di buon augurio e persino i dipinti alle pareti espressero ad alta voce le loro congratulazioni. Dumbledore scosse la testa sorridendo, poi tossi’ leggermente per richiamare l’attenzione.

— Capisco che siate impazienti, ma la cerimonia non e’ ancora finita... —

Sirius e Remus terminarono il loro bacio, ma rimasero abbracciati, continuando a stringere nei pugni le loro nuove bacchette.

— Adesso avvicinate le punte, cosi’... e pronunciate la formula Connubio.

Connubio! — ripeterono i due uomini, e le bacchette emanarono due lunghi fasci di luce bianca, che si intrecciarono strettamente tra loro, per poi svanire gradualmente nell’aria.

— Ora siete ufficialmente e legalmente sposati. — concluse Dumbledore — I miei migliori auguri, ragazzi. —

— Ma come? — si lamento’, ironicamente, Sirius — Non c’e’ il pezzo “lo sposo puo’ baciare lo sposo”? —

Dumbledore rise, mentre stringeva la mano alla coppia, e Harry scosse la testa sogghignando, ormai rassegnato al pensiero che quei due non avrebbero tenuto le mani lontane l’uno dall’altro per molto tempo ancora.

— Adesso rimane da sbrigare solo qualche piccola formalita’ — sottolineo’ il preside, voltando la pagina del suo grosso libro. — Pensavo di far risultare Black come primo cognome, che ne dite? —

— Preferirei di no — rispose immediatamente Sirius, corrugando le sopracciglia  — Innanzitutto non voglio che Remus porti il cognome di quello che, a tutt’oggi, e’ ancora un criminale; e poi vorrei recidere ogni legame che ancora mi resta con quella famiglia. —

— Permettimi di consigliarti diversamente — disse Dumbledore — Devi considerare che, appunto perche’ sei ancora ricercato, Remus potra’ richiedere la custodia legale di Harry in quanto tuo marito e sara’ piu’ semplice se si presenta come Remus Black che come Remus Lupin; secondo, come Remus Black potra’ accedere al tuo conto alla Gringott. Anche se i tuoi genitori ti avevano diseredato, sei comunque l’unico loro figlio rimasto in vita, quindi tutte le loro ricchezze ti spettano ugualmente: dal momento pero’ che tu, per ovvi motivi, non puoi ancora usufruire di quei soldi, Remus Black e’ l’unica persona che ne avra’ legalmente diritto, quindi e’ importante che lui assuma il tuo cognome, piuttosto che il contrario. —

— Ma il professor Lupin potra’ fare tutto questo? — chiese Hermione — Non e’ in contrasto con quello stupido decreto che limita i diritti dei lupi mannari? —

— Motivo in piu’ per cui deve diventare Remus Black. — spiego’ Dumbledore, aggiustandosi gli occhiali — Lui agira’ non in prima persona o per difendere diritti personali, ma in quanto marito di Sirius Black. E nella legislazione limitativa non e’ fatto cenno a questa possibilita’. Inoltre, nel caso della custodia di Harry, agiremo in maniera tale che sia Harry a richiedere di andare a vivere con il marito del suo padrino: il nostro ordinamento riconosce tale diritto ad un sedicenne, e Harry potrebbe chiedere di essere affidato ad un gigante, ad un centauro, ad un babbano o addirittura ad un orco senza che glielo si possa impedire, perche’ a sedici anni un mago possiede la piena capacita’ di scelta. —

— Penso che sia un ragionamento giusto, Padfoot. — considero’ Remus, rivolgendosi al compagno.

— D’accordo, faremo cosi’. — capitolo’ Sirius — Ma non perche’ mi importi di quei soldi... Voglio solo che Harry sia affidato a noi e che Remus possa aggirare quel dannato decreto. Ma mi piacerebbe che rimanesse anche il cognome Lupin. —

— Non temere — lo rassicuro’ Dumbledore, indicando ai due una pagina del libro — Nei documenti ufficiali appariranno entrambi. Una firma qui ed avremo davvero concluso. —

I due agitarono la bacchetta sul registro per firmare, dopo di che il preside rimpiccioli’ il volume e lo ripose nella sua borsa, mentre Lady Penny regalava ad una deliziata Hermione i fiori dorati che aveva adoperato per gli addobbi.

— Pero’ c’e’ una cosa che non mi spiego — disse Ron, dopo essere rimasto in silenzio fino a quel momento — Visto che Sirius e’ ricercato, puo’ sposarsi regolarmente? Lei ed il professor Lupin non sarete accusati di favoreggiamento, perche’ l’avete visto e non l’avete denunciato? —

Harry sbianco’ vistosamente di fronte a quell’affermazione, ma Dumbledore gli mise una mano sulla spalla e lo rassicuro’ con prontezza.

— Non c’e’ nessun problema. Gli evasi e i ricercati godono di immunita’ quando devono sposarsi e quando devono registrare la nascita di un figlio. In questi due casi, l’Autorita’ che celebra il matrimonio o procede alla registrazione non e’ tenuta alla denuncia, cosi’ come quando l’evaso e il ricercato compiono atti relativi all’educazione ed istruzione dei figli o pupilli: ricordi come, alla fine del tuo terzo anno di scuola, io abbia accettato senza problemi il permesso firmato da Sirius che autorizzava le tue visite a Hogsmead? Il valore della famiglia e’ preminente nel nostro ordinamento e viene riconosciuto anche agli esseri piu’ pericolosi, quale speranza di pentimento e di recupero. In realta’, Fudge non e’ molto d’accordo con questo credo, ma non puo’ cambiare la Costituzione dei Maghi... —

— Meno male... — Harry sospiro’ di sollievo — Ho gia’ avuto abbastanza sorprese per oggi, non ne avrei sopportata un’altra... —

— Di che parli? — gli domando’ Remus, ed il ragazzo impallidi’ per la seconda volta in pochi minuti.

— Sta’ tranquillo, Harry — gli sorrise Sirius — Avevo comunque intenzione di dirglielo piu’ tardi... —

— Dirmi cosa? — La voce di Lupin aveva assunto un tono spaventato, ma il suo neo-marito lo calmo’ con un bacio leggero sulle labbra.

— Nulla di grave, amore. Quando siamo andati a Koder per comprare la bacchetta, abbiamo incontrato qualcuno che ti conosceva bene e che ci ha invitati a prendere un the. —

Remus fisso’ il compagno con aria interrogativa, finche’ un barlume di comprensione non illumino’ i suoi occhi.

— Conis non ha capito che non eri davvero tu — riprese Sirius — Ma e’ stata contenta di conoscere Harry e ci ha raccontato tutta la vostra storia. —

— Scusami, Padfoot. — sussurro’ appena l’altro — Ho incontrato Conis, Julius ed il piccolo Remi due mesi fa, ma non ti ho detto nulla perche’ Julius mi stava aiutando a preparare una sorpresa per te. Se ti avessi raccontato tutto, compreso il lavoro di Julius, avresti potuto pensare tu a quello cui invece ho pensato io e non volevo assolutamente che accadesse. Volevo che questa cosa, per te, fosse assolutamente inaspettata e ci e’ voluto un po’ per portarla dalla nostra ex casa fin qui e un po’ per ripararla e revisionarla. Per questo non ho potuto parlartene finora, volevo a tutti i costi che fosse pronta per oggi, e’ nel capannone e... —

— Sssssttt... — Sirius lo zitti’, poggiandogli dolcemente un dito sulle labbra — Va bene cosi’, non devi scusarti. Per me conta solo che tu ti sia ricordato di oggi... —

— E come avrei potuto dimenticare? Sono vent’anni, Padfoot, ma non siamo stati insieme nemmeno per la meta’... —

— Ssssttt... — ripete’ l’altro, stringendolo tra le braccia e poggiando la fronte sulla sua spalla — Staremo insieme per i prossimi vent’anni e ancora oltre... non permettero’ piu’ a nessuno di strapparti da me, non ora che sei legalmente mio, quindi adesso pensiamo solo a noi, d’accordo? —

Remus gli accarezzo’ i capelli e gli bacio’ la testa, poi gli prese il viso tra le mani e poggio’ la fronte contro la sua.

— D’accordo. — disse in un soffio e sigillo’ quella sua promessa catturando le calde labbra del compagno con le sue.

— Ragazzi, sara’ meglio togliere il disturbo! — propose Dumbledore — Gli sposi vogliono essere lasciati soli, ce lo stanno facendo capire in tutti i modi, ormai... —

— La prima notte di nozze deve essere speciale — sentenzio’ Hermione, fissando di soppiatto i dipinti di Greensbourne ed Allard che sembrava facessero di tutto per evitare di guardarsi negli occhi.

— Almeno saranno piu’ comodi che nella Shrieking Shak... — commento’ Ron, ma poi ammutoli’ di colpo non appena si rese conto della micidiale gaffe uscita dalla sua bocca.

Remus si stacco’ lentamente da Sirius e strinse gli occhi fino a farli diventare due piccole fessure.

— Padfoot? —

— Ecco... — l’Animago degluti’ nervosamente — Mi e’ scappato mentre parlavo, Moony, e loro erano li’ e hanno sentito... Non sono sceso nei particolari, te lo giuro... —

— E’ vero, Remus, non sappiamo nulla di piu’ — intervenne Harry frettolosamente — E poi non e’ come quando lui andava in bagno con le tue sembianze e... — il ragazzo si tappo’ la bocca con la mano, ma non riusci’ ad evitare che il suo ex professore sentisse distintamente cio’ che aveva appena detto.

— Ti trasformavi in me e ti rinchiudevi nel bagno? — L’espressione sul viso del licantropo ebbe l’effetto di zittire persino Lady Penny, che stava elaborando un piano per superare l’incantesimo anti-spettro posto da Sirius e Remus sulle pareti della loro camera da letto.

— Moony, ricorda che qualunque cosa io abbia fatto, l’ho fatta perche’ ti amo! —

— Anch’io ti amo, Padfoot. — rispose Remus tranquillamente e, senza aggiungere altro, tiro’ fuori dalla tasca un collare e lo porse ad un sempre piu’ abbattuto Sirius.

— Immagino che la nostra notte di nozze sia rimandata... —

— Mhhh... no, solo posticipata di qualche ora... — rispose il licantropo, baciandogli il lobo dell’orecchio con un gesto sensuale che fece arrossire Sirius e ridacchiare divertiti Harry e Ron.

Remus sorrise, poi trasfiguro’ una sedia ed un vaso in un secchio e in uno spazzolone e li porse ai due ragazzi.

— Buckbeak e’ in cantina, ha bisogno di essere lavato e ripulito da eventuali bisognini... —

— COSA?! —

— Qualcosa in contrario, Harry? —

Remus sorrise di nuovo ed il ragazzo non pote’ fare altro che scambiare uno sguardo rassegnato con Sirius e Ron; Hermione li ignoro’ e si avvicino’ ai dipinti di Mr Greensbourne e Monsieur Allard, del tutto presa dalla sua nuova crociata d’amore, mentre Dumbledore si dileguo’ velocemente, asserendo che i ragazzi avrebbero potuto far ritorno a Hogwarts anche piu’ tardi.

Harry afferro’ lo spazzolone e penso’ che, tutto sommato, gli era andata meglio di quanto temesse, visto che Remus avrebbe potuto davvero decidere di rinchiuderlo in una stanza con Lady Penny, che ora dichiarava con fare solenne di voler sposare il suo Sev con una cerimonia suggestiva come quella dei neo-coniugi Black.

Con un sospiro rassegnato, il ragazzo posiziono’ quindi lo spazzolone sulla spalla e, insieme a Ron, apri’ la porta della cantina.

— Speriamo che oggi Buckbeak non abbia mangiato troppi croccantini... —

 

FINE.