Autore: Akari

Copyright: J.K.Rowling/Warner Bros.

Rating: PG 13

Pairing: Sirius Black/Remus Lupin

Lady Penny e i suoi cinque mariti sono personaggi da me inventati e, come tali, sono gli unici ad appartenermi.  

 

Un ringraziamento speciale a Tati, la mia beta reader, nonche' amica che sopporta in anticipo tutte le mie idee sulle fic...

 

Vent’anni dopo.

 

I.

— Cos’hai fatto stavolta? —

Harry si inginocchio’ davanti alla cuccia ed accarezzo’ con affetto la testa del grosso cane nero che abbaiava gioiosamente.

Da quando era ritornato a Hogwarts, dopo le vacanze natalizie, il professor Dumbledore gli aveva concesso di recarsi ogni mese, tramite Portkey, alla villa scozzese in cui si era rifugiato Sirius: dopo la pessima esperienza di dicembre, Snape si era categoricamente rifiutato di vedere ancora la faccia di Black, cosi’ Dumbledore aveva permesso a Harry di assentarsi dal castello di Hogwarts per un paio di ore al mese, senza che nessuno o quasi lo sapesse, affinche’ consegnasse a Lupin la sua dose necessaria di Wolfsbane Potion. Il preside aveva affidato il Portkey allo stesso Snape e, ogni giorno prefissato del mese, Harry scendeva nei sotterranei con la scusa di detenzioni o lezioni supplementari e lasciava in segreto la scuola, dopo aver preso con se’ il flacone di pozione, precedentemente preparata dall’odiato professore. Non c’era volta in cui il giovane Potter non temesse che questi potesse distruggere il portale per impedirgli il ritorno, ma il rispetto e la devozione provati per Dumbledore o, forse di piu’, il timore di una reazione, tutt’altro che tranquilla, di Lupin di fronte a quello scherzo, avevano sempre fatto desistere Snape dall’attuare quell’invitante progetto.

Anche quella sera, quindi, Harry aveva raggiunto la sua nuova famiglia nella villa di Lady Penelope Dumbledore, da tutti affettuosamente chiamata Lady Penny, ma quando aveva visto venirgli incontro soltanto Remus, aveva immediatamente capito che qualcuno aveva oltrepassato la misura. Ancora una volta.

— E’ nella cuccia in giardino? — domando’ il ragazzo, dopo aver salutato affettuosamente il suo ex professore.

— Mi chiedo se riuscira’ mai a diventare piu’ responsabile, un giorno… — rispose Remus, scuotendo il capo con rassegnazione. — Va’ pure da lui, io intanto sistemo la Wolfsbane. —

— Allora, perche’ hai fatto arrabbiare Remus questa volta? — Harry continuo’ ad accarezzare il pelo lucente di Padfoot e gli gratto’ la testa e le orecchie, finche’ la sua mano non tasto’ qualcosa di freddo intorno al collo dell’animale.

Un collare.

Harry noto’ anche una targhetta bianca, senza alcuna dicitura ne’ indicazione, e la sfioro’ distrattamente con le dita. In quel preciso momento, la targhetta si illumino’ e delle scie di fumo apparvero dinanzi allo stupito ragazzo, unendosi tra loro fino a formare una scritta comprensibile.

Padfoot. Proprieta’ di Remus J. Lupin.

— Quello serve per non permettergli di ritrasformarsi in un umano. —

Harry lascio’ andare la targhetta e si volto’ di scatto, spaventato dal suono di quella voce improvvisa: Remus gli si stava avvicinando sorridendo e, tra le mani, portava un ingombrante fagotto nero, che appoggio’ delicatamente a terra, nel momento in cui si inginocchio’ accanto alla cuccia.

Non appena lo vide, Padfoot comincio’ a scondinzolare festosamente e l’uomo lo abbraccio’, accarezzandogli a lungo il morbido pelo.

— Questo e’ il tuo modo di chiedere scusa, Sirius? —

Remus poggio’ un bacio leggero sulla testa del cane, poi si rialzo’, imitato da Harry, e sgancio’ il collare. Padfoot abbaio’ felice e, immediatamente dopo, la figura umana prese il posto di quella animale, e Sirius poggio’ un braccio sulle spalle di Harry, stringendogliele appena per salutarlo.

— Non vedevo l’ora che tu arrivassi. Tutto a posto? —

— Andrebbe anche meglio, se non dovessi preoccuparmi ogni volta per quello che combini… —

— E’ inutile che tu glielo ripeta, non cambiera’ mai… — Remus si abbasso’ per afferrare il fagotto che aveva lasciato a terra, lo dispiego’ e Harry noto’ che si trattava di un mantello. L’ex professore lo passo’ intorno alle spalle di Sirius e lo chiuse sul davanti, dopo aver coperto tutta la sua figura.

— Avevi freddo? —

Sirius scosse il capo, poi bacio’ il suo compagno sulla punta del naso.

— Il collare che mi hai regalato mi tiene anche perfettamente caldo… —

Harry alzo’ gli occhi al cielo, pensando che nemmeno gli adolescenti al primo amore fossero cosi’ melensi, ed aspetto’ pazientemente che i due terminassero le loro effusioni.

— Venite dentro, vi preparo una tazza di the. — disse quindi Remus, e padrino e figlioccio lo seguirono ben volentieri all’interno della villa.

— Perche’ ti ha fatto arrabbiare oggi? — chiese Harry, quando furono nel salone, e Remus scosse la testa con fare sconsolato.

— Secondo te? Ha litigato di nuovo con Pierre. Li ho sentiti inveire l’uno contro l’altro e, quando sono arrivato nell’anticamera, ho visto Sirius con la bacchetta trasfigurata in un forcone, puntato minacciosamente contro il quadro di Allard. Pierre ha cominciato a scappare da un quadro all’altro, Sirius lo ha rincorso per tutta la casa, Lady Penny si e’ eccitata per tutto quel movimento e ha fatto scattare un po’ di trappole disseminate qua e la’, con il risultato di distruggere tutto il lato est della villa. Ho finito solo poco fa di mettere tutto in ordine. —

— Quel tipo non fa che importunarti, Moony! Ed io non lo sopporto, lo sai! —

— Sirius, e’ un dipinto! Cosa puo’ mai farmi un dipinto?! —

— Ti guarda! E si sarebbe infilato anche nella nostra camera da letto, se vi avessimo lasciato un quadro qualsiasi! —

— Se Sirius e’ finito nella cuccia, che fine ha fatto Pierre? — domando’ Harry, gia’ temendo la prevedibile risposta.

— E’ in soffitta, appeso a testa in giu’, e ci rimarra’ per un po’. Lady Penny invece si e’ volontariamente rinchiusa nelle sue stanze al terzo piano. — spiego’ Remus con un sorriso, e sia Harry che Sirius avvertirono uno sgradevole brivido di terrore lungo la spina dorsale.

— E’ spaventoso quando fa cosi’… — sussurro’ il ragazzo al padrino, dopo che Lupin si fu allontanato per preparare il the. — Perche’ continui a farlo arrabbiare? —

— E’ sempre stato spaventoso. — preciso’ l’uomo, facendogli l’occhiolino. — Ma lo amo anche per questo. Una volta io e tuo padre litigammo, perche’ non riuscivamo a metterci d’accordo sul luogo giusto per un appuntamento con le nostre meta’: Remus e Lily ci rinchiusero nel bagno ed uscirono da soli… Anche tua madre era spaventosa, lo sai? Un’altra volta ancora, presi in prestito il mantello dell’invisibilita’ di James e seguii Moony in biblioteca, per proteggerlo da una tizia odiosa che lo aveva adocchiato. Lui mi scopri’ e, credendo che non mi fidassi di lui, combino’ un doppio appuntamento con quella ragazza ed un’amica insopportabile, per poi dileguarsi all’ultimo momento e lasciarmi solo con le due arpie. Non ho mai sudato tanto per tenere a freno le avances di qualcuno… Ma c’e’ da dire che dopo ha saputo farsi perdonare… sa farsi perdonare tutte le volte… — aggiunse poi, con un sorriso enigmatico ed un’espressione imbambolata sul viso.

Harry inclino’ la testa di lato, guardandolo perplesso, e Sirius si ricompose immediatamente e tossi’ imbarazzato.

— Ad ogni modo, Harry — riprese — C’e’ un favore che vorrei chiederti, prima che Remus ritorni. —

— Sirius, io ti voglio bene, ma non ti aiutero’ se le conseguenze del mio gesto potrebbero portarmi in quella cuccia con te. —

— No, sta’ tranquillo — rise l’uomo — Vorrei solo che tu venissi di nuovo qui il prossimo sabato. —

— Il prossimo sabato? Perche’ questa richiesta? Ah, aspetta… il prossimo fine settimana abbiamo la gita a Hogsmeade. —

— Lo so, il vostro preside l’ha organizzata apposta. —

— Eh? Che intendi dire? —

— Ho bisogno che tu stia con me tutta la giornata di sabato e, per permetterti di assentarti senza destare sospetti, Dumbledore ha fissato la gita per questo week-end. Cosi’ gli studenti del tuo anno saranno fuori e penseranno che tu sia rimasto a Hogwarts… —

— Allora e’ qualcosa che ha a che fare con il professor Dumbledore? Non e’ che Voldemort… —

— No, Harry, tranquillizzati, non e’ niente di grave. Dumbledore conosce il mio progetto e mi sta semplicemente dando una mano per realizzarlo. Infatti, ha anche invitato Remus ad un incontro con un illustre professore indiano di Difesa contro le Arti Oscure: si tratta di un vecchio amico del preside che e’ in Inghilterra per una vacanza e Dumbledore ha colto la palla al balzo per aiutarmi ad allontanare Remus quel giorno. All’inizio lui non aveva intenzione di andare, ma il preside l’ha convinto, promettendogli che sarebbero ritornati nel tardo pomeriggio. —

— Aspetta, Sirius, questa faccenda non mi piace. Vuoi sicuramente fare qualcosa di nascosto e so gia’ che andra’ a finire male… —

— Voglio solo che mi accompagni in un posto… —

— Sei impazzito?!? Tu non puoi uscire da qui ed io non mi assumo una simile responsabilita’! Se Remus lo viene a sapere, non ci saranno solo cucce ad aspettarci!! —

— Harry, devo comprare una bacchetta e ho bisogno che tu mi aiuti! —

— Una bacchetta? — Il ragazzo sbatte’ le palpebre e fisso’ la vita del suo padrino. — Ma quella… —

— Questa non mi appartiene. — rispose l’altro, sfiorando l’aggeggio che pendeva dalla sua cintura. — Dato che la mia e’ ancora sotto sequestro, sto usando momentaneamente quella di Lady Penny, ma trattandosi della bacchetta di un’altra persona, risponde poco alle mie magie. —

— Anche se e’ un motivo valido, comunque non mi sembra cosi’ necessario da rischiare che… —

— Ho bisogno di una mia bacchetta per un’altra ragione! —

L’uomo guardo’ verso la porta da cui era scomparso Remus, poi prese un foglio, vi scrisse velocemente qualcosa sopra e con due tocchi di bacchetta lo fece uscire, volando, dalla stanza.

— Era una nota per Moony. Gli ho detto che volevi salutare Lady Penny e che quindi siamo saliti al terzo piano. — spiego’ Sirius, mentre afferrava il suo figlioccio per la manica e lo trascinava verso le scale. — Ecco, qui potremo parlare in pace. — aggiunse poi, dopo essere entrato nella camera di Harry ed essersi chiuso la porta alle spalle.

— Perche’ tutti questi segreti? Non puoi dire semplicemente a Remus che ti sentiresti piu’ sicuro se avessi una tua bacchetta? Sicuramente troverebbe il modo di aiutarti. —

— Lui non deve saperlo. Almeno fino a sabato. —

— Perche’? C’e’ forse qualcos’altro sotto? — Il giovane Potter si lascio’ cadere sul letto, aspettando di conoscere le reali intenzioni del suo padrino. — Se devo rischiare di essere appeso a testa in giu’ in soffitta, almeno voglio conoscere il vero motivo… —

Sirius abbasso’ lo sguardo verso il pavimento e Harry giuro’ che le guance gli fossero diventate leggermente rosa.

— Voglio chiedere a Remus di sposarmi. —

Il ragazzo rimase a bocca aperta per qualche secondo e l’altro alzo’ timidamente gli occhi per controllare quale reazione avessero causato le sue parole.

— Spo-sposarti? —

— Non ti da’ fastidio, vero? Cioe’, voglio dire… dopo la storia del BALL di Natale, credevo fossi contento che io e Remus stessimo insieme e… —

— Ma io sono contento! — lo interruppe frettolosamente Harry, alzandosi dal letto — E’ solo che non avevo assolutamente idea che voi due poteste sposarvi… Si’, insomma, siete due uomini e matrimoni del genere qui non sono permessi, a meno che non andiate in Olanda… Volete andare in Olanda? —

— Eh?! No, no, che dici… Voglio sposarmi con lui con il rito del mondo magico. —

— Rito del mondo magico? —

Sirius si sedette su una sedia ed invito’ Harry a ritornare sul letto.

— Esattamente.Vedi, oggi noi maghi viviamo in stretto contatto con i babbani e la loro civilta’, quindi ci sposiamo secondo i loro riti, affinche’ i nostri matrimoni abbiano valore, oltre che nel nostro ordinamento, anche in quello babbano. Ma esiste una pratica matrimoniale propria dei maghi, una cerimonia molto semplice che viene celebrata da una delle massime autorita’, come il Ministro della Magia o il Preside di una scuola, e che consiste nello scambio delle bacchette: sai che le bacchette sono qualcosa di estremamente personale e che solo un tipo puo’ adattarsi completamente alla nostra anima e al nostro carattere... Quando due persone decidono di scambiarsi le bacchette in questa cerimonia, vuol dire che intendono affidare una parte di se’ all’altro, e se la bacchetta accetta il nuovo proprietario, allora le due persone sono unite in matrimonio. E’ un rito che, ovviamente, ha valore solo nel nostro mondo e non in quello babbano, e per questo e’ diventato cosi’ raro, soprattutto in seguito ai matrimoni misti. C’erano poi famiglie di irriducibili, tra cui la mia, che odiavano le cerimonie babbane e preferivano solo il rito puro del mondo magico: dal momento, pero’, che in famiglie del genere i matrimoni non erano quasi mai d’amore, ma solo d’interesse, ovviamente le bacchette non accettavano gli scambi e le celebrazioni non venivano completate. Cosi’ questa forma di matrimonio e’ caduta in disuso, ma trovo che sia perfetta per me e Remus. Ne ho parlato con Dumbledore e lui si e’ mostrato subito entusiasta, per questo mi sta aiutando cosi’ tenacemente. Ma non posso propormi a Remus, se prima non ho una bacchetta mia. Ora capisci perche’ ti ho chiesto di accompagnarmi, Harry? Cosa ne pensi? —

— Beh… in realta’, non so cosa dire… Non immaginavo che esistesse una cerimonia cosi’ suggestiva per legare la nostra vita a quella di un’altra persona. A che ora devo venire sabato? —

Le labbra del ragazzo si piegarono in un sorriso compiaciuto e Sirius balzo’ in piedi, non riuscendo a nascondere la sua gioia.

— Allora per te va bene? Voglio dire… non ti da’ fastidio se ci sposiamo? So che ti fa piacere che io e Remus stiamo insieme, ma non potevo immaginare come avresti reagito di fronte alla mia idea, perche’ e’ ovvio che non e’ comune avere due genitori dello stesso sesso e, magari, dopo il primo entusiasmo avresti cominciato a sentirti in imbarazzo e poi… —

— SIRIUS! — Harry gli afferro’ i polsi e lo zitti’ con uno sguardo deciso. — Io e i ragazzi abbiamo fatto di tutto perche’ tu ti innamorassi del professor Lupin, e vuoi che mi dispiaccia se adesso tu hai deciso di chiedergli di sposarlo? Ma avresti dovuto farlo prima! —

Sirius sorrise ed il suo figlioccio noto’ che sembrava ancora piu’ imbarazzato di prima.

— E’ vero, ma ci tengo a proporglielo questo sabato. Quel giorno saranno vent’anni esatti che noi stiamo insieme. —

Harry ammutoli’ e lascio’ andare l’uomo, che gli volto’ le spalle e raggiunse la finestra, poggiando appena una mano sul vetro.

— Beh, naturalmente non siamo rimasti insieme per vent’anni… Purtroppo. Ma questo sabato saranno trascorsi vent’anni da quando ci siamo scambiati il primo bacio. E’ importante che io glielo chieda quel giorno. —

Harry sorrise e provo’ a dire qualcosa, ma Sirius abbasso’ improvvisamente la testa e strinse i pugni.

— Accettera’? —

Il ragazzo non capi’ immediatamente, poi si avvicino’ in fretta al suo padrino e lo costrinse a guardarlo negli occhi.

— A cosa stai pensando?! Come puoi credere che Remus non accetti di sposarti dopo tutto quello che avete passato? —

— Proprio per questo. — rispose Sirius, mentre il suo sguardo tornava a posarsi sul paesaggio esterno. — Credi che sia giusto chiedergli di legarsi per sempre ad un uomo che e’ ancora sospettato di essere un assassino? Credi che sia giusto fargli condividere il mio incerto destino, dopo tutto quello che ha gia’ dovuto soffrire? Non voglio vederlo di nuovo infelice per causa mia… —

— Penso che il professor Lupin sia abbastanza adulto da decidere da solo. E se e’ rimasto con te, dopo la tua fuga da Azkaban, non l’ha fatto forse perche’ ti vuole bene e ha accettato di starti accanto, nonostante le difficolta’? Non siete stati voi a dirmi che non volete piu’ essere vittime di Fudge e Voldemort?! Da quando lo conosco, non ho mai visto Remus piu’ felice di ora, quindi come puoi ancora titubare? —

— Quando si ama troppo, non si capisce mai quale sia la cosa giusta da fare. Ed io l’ho gia’ perso una volta, Harry… —

— A che ora sabato? — gli chiese il ragazzo con un sorriso, mentre gli afferrava la mano. L’altro esito’ ancora per un attimo, poi il suo sguardo si raddolci’ e perse il suo aspetto malinconico.

— Verso le due andra’ bene. Dobbiamo aspettare che Remus se ne sia andato. —

— Posso portare anche Ron e Hermione? Sono stati parte integrante del BALL e mi dispiacerebbe che mancassero quest’ultimo atto. —

— Certamente. Ormai fanno parte della famiglia anche loro in un certo senso, no? —

— Piuttosto… se devi acquistare una bacchetta, avrai bisogno delle tue sembianze umane e quindi non potrai uscire come Padfoot. Hai gia’ pensato come fare? —

— Ha programmato tutto nei minimi dettagli, caro mio! —

Harry si volto’ di scatto e si trovo’ davanti agli occhi un teschio giallognolo che gli causo’ un salto all’indietro ed un urlo strozzato.

— BWAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!! Ti ho spaventato per bene anche stavolta! —

— LADY PENNY!! —

Harry si porto’ una mano al cuore, terrorizzato, ma il fantasma gli svolazzo’ affettuosamente intorno per cercare di farsi perdonare.

— Come stai, ragazzo? E come sta il mio Sev? —

— Il suo Sev sta benone, io un po’ meno! — sbotto’ Harry, mentre cercava di calmare i battiti incessanti del muscolo nel suo petto.

— Come mai e’ qui, Lady Penny? — le domando’ Sirius, sorpreso. — Remus sa che ha lasciato le sue stanze? —

— Certo che no! Adoro quel ragazzo, ma a volte e’ cosi’ pignolo… Ho solo fatto esplodere qualche bomba qui e la’, che c’e’ di male a divertirsi un po’? —

Harry penso’ che, come al solito, il fantasma della nobildonna avesse un’idea decisamente strana del divertimento e capi’ che soltanto una persona come Remus potesse destreggiarsi cosi’ bene in un luogo in cui vivessero contemporaneamente tre individui come Sirius Black, Penelope Dumbledore e Pierre Allard.

— Sai, aiutero’ anche io Sirius nel suo progetto! Non vedo l’ora che ci sia questo matrimonio, e’ trascorso cosi’ tanto tempo dalle mie ultime nozze! Potrei organizzare il ricevimento in giardino, e naturalmente non inviteremo nessuna persona che non sappia gia’ che sei qui, Sirius, non preoccuparti! Pero’ devo dirlo a quella vecchia antipatica di Melissa Cassidy: quand’era in vita non faceva che ripetere quanto fossero stati sfarzosi i matrimoni dei suoi tre figli, ma le nozze dei miei due ragazzi la faranno rodere d’invidia, ne sono certa! E poi devo dirlo a Mrs. Brick, la mia vecchia governante che era tanto cara e… —

Harry lascio’ Lady Penny in preda ai suoi vaneggiamenti e si rivolse a Sirius, per riprendere il discorso che avevano interrotto poco prima.

— Allora, mi dici come farai a non farti riconoscere? —

— Berro’ la Polyjuice Potion. E’ una delle poche pozioni che riesco a preparare perfettamente, visto che, da ragazzi, io e tuo padre la usavamo spesso per i nostri scherzi. Se fossi stato piu’ attento alle lezioni di Pozioni, ora potrei preparare io la Wolfsbane per Remus, senza dover essere continuamente sottomesso a quell’odioso Snivellus… Ma lasciamo perdere questo discorso… Lady Penny mi ha permesso di recarmi al terzo piano ed usare il suo calderone per la pozione, cosi’ Moony non sospettera’ nulla. —

— Sta’ attento, quel fantasma e’ molto pericoloso… — affermo’ Harry, guardando con sospetto Lady Penny, ancora persa nell’elenco interminabile degli amici fantasmi da invitare assolutamente al matrimonio, e ricordando con orrore i tentativi del BALL miseramente falliti, a causa di quell’adorabile impicciona.

— Tranquillo, controllero’ personalmente tutti gli ingredienti, non ho intenzione di ritrovarmi con il corpo di Snivellus! — lo rassicuro’ Sirius, storcendo il naso per il disgusto.

Il ragazzo avrebbe voluto domandargli in chi avesse intenzione di trasformarsi, ma la voce di Remus che li chiamava da dietro la porta causo’ l’immediata fuga, attraverso il soffitto, di Lady Penny e l’improvviso ammutolimento di Sirius, che gli fece chiaramente intendere che, per quel giorno, il discorso avrebbe dovuto considerarsi chiuso.