Epilogo.

 

...e vissero tutti felici e contenti.

 

 

Remus camminava velocemente lungo i corridoi di Hogwarts, in direzione della torre dei Gryffindor.

La professoressa Walker si era mostrata molto soddisfatta del libro e si era congratulata con lui addirittura in presenza della McGonagall e di Flitwick, che avevano dichiarato con orgoglio di non aver mai avuto dubbi circa l’ottimo lavoro che avrebbe svolto il Sig. Lupin. In realta’, Remus si era sentito colpevole nell’udire lodi che sarebbero spettate anche ai suoi amici, ma il rivelare tutto avrebbe comportato una sicura punizione quanto meno per James e Sirius, che si erano cacciati in quel guaio, cosi’ alla fine aveva optato per il silenzio, sapendo che i suoi compagni sarebbero stati comunque felici per i settanta punti che il suo compito di Babbanologia aveva fruttato all’intera casa.

Archiviata, quindi, la faccenda delle favole, un’altra era la cosa che tormentava ed agitava Remus, nella sua strada di ritorno al dormitorio: Sirius.

Non sapeva cosa fosse accaduto esattamente nell’altro universo: ricordava solo il corpo di Sirius premuto contro il suo, la bocca del compagno in cerca, insaziabile, dei suoi baci ed un prevedibile calore al basso ventre che aveva portato via quel po’ di lucidita’ che ancora si illudeva di poter mantenere. Poi aveva sentito il vuoto sotto di se’, ed in un attimo si era ritrovato nel dormitorio dei Gryffindor, sul letto di Peter, con non solo Sirius, ma anche James e Lily stesi, in qualche modo, sopra di lui. I tre si erano staccati immediatamente da Remus (anche per permettergli di respirare) e solo in quel momento si erano resi conto del povero Wormtail, raggomitolato per lo spavento ai piedi del suo stesso letto. Recuperata una certa compostezza, Peter aveva spiegato loro che, al momento del coprifuoco, aveva dovuto lasciare la biblioteca per rintanarsi, con il libro ancora aperto, nella loro stanza del dormitorio: li aveva seguiti per tutta la notte (tranne un paio d’ore in cui si era appisolato... ma Prongs dubitava fortemente che fossero solo due ore...) finche’, al mattino, il libro non aveva deciso di restituirli alla loro realta’. Accortosi dell’ora, Remus era saltato giu’ dal letto, soffocando un’esclamazione di disappunto: la professoressa Walker lo aspettava alle 9 in punto per la consegna del libro e, mancando solo dieci minuti all’appuntamento, aveva afferrato al volo il volume ancora aperto sul letto ed era corso fuori dalla stanza, mormorando qualche scusa veloce.

Non aveva guardato Sirius nemmeno una volta.

Dopo quello che aveva osato fare a Padfoot durante l’ultima favola, non era riuscito a trovare il coraggio di voltarsi e fissare la sua espressione.

Ed ora era li’, davanti al dipinto della Fat Lady, a pensare con angoscia al modo in cui avrebbe dovuto affrontare Sirius e, soprattutto, alla ragione per cui Sirius aveva risposto al suo bacio in maniera cosi’ appassionata.

Non era stato un sogno: aveva pensato che Padfoot lo avrebbe spintonato via in malo modo, ed invece il compagno lo aveva stretto a se’, lo aveva gettato sulle coperte con veemenza e Remus aveva sentito la sua lingua infilarsi, bisognosa, nella sua bocca.

Sapeva che un semplice amico non l’avrebbe mai fissato con quello sguardo intenso, ma sapeva anche che non avrebbe dovuto illudersi sulla reale portata di gesti che, per uno come Sirius, avrebbero potuto benissimo essere istintivi.

Remus respiro’ profondamente e cerco’ di calmare l’agitazione crescente, ma quando avverti’ la tensione stringergli il petto come una morsa, capi’ che ormai esisteva un solo modo per risolvere definitivamente quella faccenda: parlare con Padfoot.

Cio’ che Remus, pero’, non poteva immaginare era che, nello stesso momento, un’altra persona si stava confrontando con i suoi stessi dubbi e le sue stesse angosce.

Quando il giovane licantropo era volato fuori dalla stanza per correre all’appuntamento con la professoressa Walker, Sirius era rimasto seduto sul letto, ancora troppo sconvolto da quello che era successo nell’ultima favola; Lily aveva cominciato a vagare avanti ed indietro per la camera, disperata dall’eventualita’ che qualcuno la vedesse uscire dal dormitorio dei ragazzi, e James si era offerto di scortarla con il mantello dell’invisibilita’, rassicurandola comunque sul fatto che fosse sabato mattina e che le sue compagne di stanza sarebbero state sicuramente ancora addormentate; Peter aveva approfittato del momento di apparente calma per gettarsi sotto la doccia e Sirius era rimasto solo, con lo sguardo ancora perso nel vuoto e le dita che sfioravano incessantemente le labbra. Al suo ritorno, James lo aveva trovato nella medesima posizione e, mentre Remus rimuginava sui suoi dubbi e sulle sue paure fuori l’ingresso della torre dei Gryffindor, l’altro confidava  le sue perplessita’ al migliore amico di sempre.

— Padfoot, ti spiace tornare nel mondo dei vivi? — disse Prongs, agitando una mano davanti agli occhi del compagno.

— Moony... —

— Moony e’ corso via come un pazzo per andare dalla professoressa, non te ne sei accorto? —

— Moony mi ha baciato... — Sirius completo’ la frase con un filo di voce, e Prongs si finse sorpreso.

— Ma davvero? Beh, ma e’ un’ottima notizia, finalmente potrete stare insieme come hai sempre desiderato! Ora che dici, scendiamo a fare colazione o preferisci aspettare il tuo lupetto? —

— Perche’ lo ha fatto, Prongs? —

Questa volta la sorpresa di James fu autentica.

— Cosa?! Che vuol dire “perche’ lo ha fatto”? A me risulta che quando una persona ne bacia un’altra e’ perche’ questa le piace, no?! —

— Lui mi doveva divorare... —

— Prego?! —

— Mi doveva divorare, James, hai sentito benissimo! — Sirius salto’ dal letto, alzando la voce all’improvviso, e l’altro fece istintivamente un passo all’indietro. — Lo ha fatto solo per quella maledetta favola! Ha detto qualcosa come “il lupo divora Cappuccetto Rosso” e, dato che ovviamente non poteva mangiarmi sul serio, ha fatto la cosa che piu’ gli si avvicinasse... Mi ha baciato solo perche’ potessimo terminare la fiaba ed uscire da quel libro, ma io ho perso completamente il controllo quando l’ho visto sopra di me... —

Sirius crollo’ nuovamente sul letto, quasi come prosciugato da tutte le sue forze, e James non esito’ a colpirlo con la prima cosa che si ritrovo’ sotto mano, vale a dire una pantofola di Peter.

— Ma sei completamente idiota?! Uno, e’ Remus che ha scelto le favole; due, e’ sempre Remus che ha deciso la trama e come le storie dovevano concludersi; tre, non e’ possibile baciare in quel modo un semplice amico! —

— Ma allora ci hai visti? —

— Si’, vi ho visti, ma non e’ questo il punto! — James stava cominciando ad esasperarsi — Sirius, pensaci un attimo: Remus ti ha baciato perche’ e’ proprio quello che desiderava fare, altrimenti tu non saresti mai stato Cappuccino, o come cavolo si chiama, e Moony avrebbe pensato ad un altro modo per concludere la fiaba. Se avesse trovato insopportabile l’idea di baciarti, allora perche’ avrebbe progettato una tale conclusione? Ti ricordo che io ho sfiorato appena le labbra di Snivellus ed e’ stata una cosa davvero vomitevole, mentre tu e Remus avreste finito per strapparvi i vestiti di dosso, se non si fosse aperto il portale! —

Sirius si trovo’, suo malgrado, ad arrossire a quel pensiero ed improvvisamente gli torno’ alla mente la supposizione che aveva fatto poco prima di abbandonarsi alle braccia di Moony.

— Allora tu credi che anche nella storia della principessa addormentata, Remus sapesse che io l’avrei baciato? —

— Finalmente l’hai capito! — sbotto’ Prongs, allargando le braccia — E dire che ho anche cercato di spiegartelo! Moony conosce quella favola e se ha scelto te come mago azzurro, lo ha fatto proprio perche’ tu eri l’unica persona da cui lui voleva essere baciato... —

Padfoot senti’ un calore fin troppo familiare invadergli il petto, ma il cuore sembro’ fermarsi quando, appena un attimo dopo, la porta della stanza si apri’, lasciando entrare un pallido e preoccupato Remus.

— Perfetto! — disse James con un largo sorriso — Adesso e’ proprio ora che vada a mangiare qualcosa, oggi pomeriggio ho l’allenamento di Quidditch e la colazione e’ un pasto importante... Peter, andiamo! — concluse, afferrando il braccio del compagno appena uscito dal bagno.

— Cosa? Perche’ cosi’ di fretta, Prongs?! — si lamento’ Wormtail — Fammi almeno mettere a posto la mia ro... —

— Lo farai dopo! — lo interruppe James e, dopo aver trascinato Peter fino all’uscio, chiuse velocemente la porta alle sue spalle, augurandosi che questa volta le due persone piu’ ottuse del mondo riuscissero finalmente a chiarirsi.

Remus avanzo’ verso il suo letto, cercando di comportarsi nel modo piu’ naturale possibile, ma i suoi occhi non riuscirono ad incrociare quelli di Sirius, temendo di leggervi quella rabbia o, peggio, quella compassione che avrebbero definitivamente distrutto l’amicizia su cui aveva costruito la sua intera esistenza.

— Moony — lo chiamo’ Padfoot, mentre l’altro si raggelava — Com’e’ andata con la Walker? —

Il licantropo riprese a respirare normalmente e fu grato all’amico per non aver ancora sollevato domande alla cui risposta, comunque, aveva pienamente diritto.

— Tutto a posto — rispose in fretta, senza riuscire a dominare il suo nervosismo — La professoressa e’ stata molto soddisfatta del libro, sebbene avessi voluto dirle che e’ stato anche merito vostro. Senza di voi, non avrei potuto sviluppare quelle favole cosi’ bene e la Walker si e’ complimentata molto proprio per la caratterizzazione dei personaggi. Pensa che la parte che le e’ piaciuta di piu’ e’ quella in cui Cappuccetto Rosso riesce a domare il lup... —

Remus si tappo’ immediatamente la bocca con la mano e fisso’ Sirius con gli occhi sbarrati, non riuscendo a credere di aver tirato in ballo il discorso in quel modo cosi’ inaspettato persino per se stesso. Padfoot ricambio’ lo sguardo stravolto e Moony si lascio’ prendere dal panico.

— Remus... —

— Non dire nulla, Sirius, ti prego! — Il ragazzo castano si lascio’ cadere sul suo letto e si copri’ il viso con le mani — E’ tutta colpa mia, lo so! Non avrei mai dovuto scegliere quelle favole e non avrei mai dovuto vederti come mio partner.... Ma non ho potuto farne a meno, perche’ nella mia mente eri tu la ragazza nella torre da salvare, eri tu il mago che mi avrebbe svegliato con un bacio ed eri sempre tu quello che volevo gettare su quel letto e baciare fino all’ultimo respiro. So bene che e’ difficile da accettare, ma anche se sono innamorato di te, ti giuro che non ti chiedero’ mai nulla e non perdero’ piu’ il controllo... rimani solo accanto a me come amico, ti supplico... —

La voce di Remus si incrino’ e Sirius non riusci’ ad aspettare oltre. Afferro’ l’amico per i polsi, lo attiro’ contro il suo torace e gli chiuse la bocca con un bacio che non aveva bisogno di spiegazioni. Quando finalmente si staccarono, Sirius accarezzo’ con un sorriso il volto arrossato di Remus e sfioro’ con le dita le sue labbra ancora umide.

— Permetti... — gli disse con voce roca — Permetti che sia io a domarti? —

— Lo hai gia’ fatto... — asseri’ Moony in un soffio e, dopo avergli gettato le braccia al collo, confermo’ la sua risposta con un altro lungo bacio. Sirius lo strinse a se’ in maniera ancora piu’ possessiva e, senza rompere il contatto, si sedette sul letto, trascinando con se’ il compagno; gli accarezzo’ la schiena ed i capelli, poi, quando interruppe il bacio, si stese sulle coperte, lasciando che Remus si sdraiasse quasi sopra di lui, con la testa sulla sua spalla ed il suo respiro caldo sul collo.

— Cappuccetto Rosso ama il lupo da tanto tempo... — sussurro’ Padfoot, baciando la guancia e le labbra del suo Moony, che ricambio’ il gesto facendo scorrere sensualmente la lingua dietro l’orecchio del compagno.

— E cosi’ il lupo... — rispose Remus, prima di incontrare la bocca dell’altro per l’ennesima volta.

Sirius non avrebbe potuto desiderare dichiarazione migliore e, mentre la sua lingua prendeva il sopravvento su quella del compagno, spazzo’ via gli ultimi residui di paura che ancora attanagliavano il suo cuore: supero’ l’amarezza della sua infanzia, l’abbandono della sua famiglia ed il tormento della vista del suo Remus con le mani sporche di sangue.

Restava una sola cosa da risolvere.

— Moony? —

— Mhhh? —

— Ti piacciono Mizar e Sylvia come nomi? —

 

FINE.