VII.

Biancaneve/Hansel&Gretel (II parte).

 

Sirius aveva ripreso la forma umana (o meglio, di elfo), ed avanzava lentamente verso l’amico, mentre la mano stringeva la spalla sinistra, presumibilmente dolorante.

— Padfoot! — Remus si precipito’ al suo fianco, ma non oso’ sfiorarlo per paura di arrecargli dolore — Tutto a posto? Sei ferito? —

— Inutile... — mugugno’ l’altro a testa bassa, passando accanto all’amico senza fermarsi.

— Cosa? — Moony lo afferro’ per il gomito e lo costrinse a voltarsi verso di lui. — Che vai blaterando? —

— Sto dicendo che sono completamente inutile, contento ora? — sbotto’ il ragazzo bruno, provocando un sussulto spaventato nei cucchiaini, che si rifugiarono immediatamente nella credenza. — Regulus avrebbe potuto farti qualsiasi cosa ed io non sono riuscito a proteggerti! Mi sono limitato soltanto ad abbaiare come un idiota e a farmi catapultare in aria, lasciandoti da solo di fronte a quel pazzo! Anche stavolta non sono riuscito a fare assolutamente nulla per te e ti ho messo in pericolo! —

— Sirius! — lo rimprovero’ Remus, serrandogli le mani intorno ai polsi ed attirandolo verso di se’ — Io sono particolarmente forte anche nella mia forma umana e non ho bisogno di protezione. A cosa stai pensando veramente? —

Il ragazzo dai capelli corvini sussulto’ e Remus ebbe la conferma che l’amico si sentiva ancora colpevole per aver rivelato il suo segreto a Snape.

— Non ho bisogno di essere protetto. — gli ripete’ in un soffio — Ho bisogno solo che tu stia bene. —

Sirius senti’ la stretta intorno ai suoi polsi allentarsi e, senza riflettere sulle conseguenze, sfioro’ le mani di Moony con le proprie, permettendo alle loro dita di intrecciarsi.

— Almeno per una volta... vorrei essere io a prendermi cura di te. — gli confido’, mentre appoggiava la sua fronte contro quella dell’amico.

Remus ebbe la sensazione che il suo cuore battesse cosi’ forte da potergli sfondare il petto da un momento all’altro, ma non oso’ muoversi ne’ parlare, terrorizzato dalla prospettiva di distruggere quella beatitudine in cui il suo corpo si stava cullando, grazie alla vicinanza e al calore dell’altro.

Sirius avvicino’ ancora di piu’ il suo viso a quello di Remus e, totalmente inebriato dall’odore del compagno, chiuse gli occhi e lascio’ che i loro nasi si sfiorassero; a quel punto, dimentico’ tutti i suoi propositi di prudenza e dischiuse leggermente le labbra per catturare quelle di Moony, ma prima che potesse raggiungere quel trofeo tanto ambito, senti’ qualcuno afferrarlo per la collottola e sollevarlo bruscamente in aria, allontanandolo dall’oggetto dei suoi desideri.

— Non pensate che sia ora di andare?! —

La ben nota voce di James riporto’ entrambi alla realta’, e Remus abbasso’ repentinamente il volto per cercare di nascondere il suo evidente imbarazzo.

— Io... credo che andro’ a prendere le nostre bacchette. — farfuglio’ velocemente e, senza guardare negli occhi i due compagni, abbandono’ in fretta la stanza, quasi come se avesse un mostruoso drago alle calcagna.

— Dannazione, Prongs, che diavolo fai?! Un’occasione come questa non si ripetera’ piu’ e... —

— Frena i tuoi bollenti spiriti, Paddolo. —

Paddolo?!

James rimise a terra il piccolo elfo e poi si inginocchio’ alla sua altezza, guardandolo con riprovazione.

— Paddolo e Moonolo. Avreste dovuto essere i nani di Biancaneve, no? Quindi dovete avere nomi da nani... E comunque, ti rendi conto che stavi per baciare tuo fratello? —

— Ma Moony non e’ veramente mio fratello! —

— In questa favola si’, e non farete cose incestuose in mia presenza! In piu’, siete anche due bambini e la cosa farebbe ancora piu’ impressione, quindi scegli un momento piu’ appropriato la prossima volta! —

— Come se potesse esserci una “prossima volta”... —

— Le ho trovate! — Remus rientro’ con un sorriso soddisfatto sul viso, e Sirius ringrazio’ Merlino per la sua tempestivita’, che gli avrebbe risparmiato un’ulteriore predica da parte di Prongs. — Saputo che Regulus era ko, le scope mi hanno finalmente aperto e ho potuto recuperarle. —

— Perfetto! — esclamo’ James, mentre prendeva la bacchetta che Moony gli porgeva. — Ora vogliamo raggiungere la mia Biancaneve? —

Remus assenti’ distrattamente con il capo e tese l’altra bacchetta a Sirius, cercando di non incrociare il suo sguardo: sapeva che l’amico gli aveva detto quelle cose soltanto perche’ gli pesava ancora la colpa di aver tradito la sua amicizia, ed il ragazzo si dette dello stupido piu’ volte per aver permesso ai suoi personali sentimenti di prendere il sopravvento. Se James non fosse intervenuto, si sarebbe sicuramente impossessato delle labbra di Sirius con le proprie ed il suo rapporto con il compagno ne sarebbe stato definitivamente deteriorato: avrebbe potuto convivere in eterno con quel sentimento d’amore celato nel cuore, ma non sarebbe mai riuscito a sopravvivere al rifiuto e al disgusto che avrebbe provato Padfoot, nel momento in cui avesse saputo la verita’.

E l’unica cosa che a Remus Lupin facesse piu’ paura della luna piena era il non essere accettato.

— Allora, andiamo? — insistette James con impazienza — Voglio rivedere Lily... —

— Cosa ne facciamo di lui? — chiese Sirius con una smorfia, indicando il fratello che giaceva ancora a terra, svenuto.

— Se ne occupera’ la casa. — rispose Remus, riscuotendosi finalmente dai suoi pensieri — Noi dobbiamo raggiungere Biancaneve: prima lo facciamo, prima potremo ritornare nel nostro mondo. —

— Ben detto, Moonolo! — concordo’ Sirius e, di fronte allo sguardo interrogativo dell’altro, gli strizzo’ l’occhio con complicita’ e gli afferro’ la mano, trascinandolo verso l’uscita. — E’ colpa di Prongs: e’ stato lui a dire che dovevamo avere nomi da nani! —

Remus non pote’ fare altro che ridere e, ricacciate le paure nel fondo del suo cuore, ricambio’ la stretta ed abbandono’ quella strana casa, insieme agli altri due amici.

— Manca ancora molto? — domando’ James, per la decima volta da quando avevano intrapreso di nuovo il cammino nel bosco.

— Non vedi l’ora di incontrare la tua bella, eh? — commento’ Sirius, che continuava a stringere la mano di Moony nella sua, come se fosse la cosa piu’ naturale del mondo. Dal canto suo, Remus non aveva alcuna intenzione di rinunciare al calore di quella vicinanza e, sebbene sentisse la pelle scottargli laddove le dita di Padfoot la toccavano, si abbandono’ completamente a quel piccolo paradiso, troppo ubriaco di Sirius, dei suoi capelli neri, dei suoi occhi grigi e delle sue labbra piegate in un beffardo, ma affascinante sorriso.

— Siamo arrivati. —

Padfoot si fermo’ improvvisamente ed indico’ con un dito una radura in mezzo agli alberi, al centro della quale si scorgeva una teca di cristallo, con un corpo rinchiuso al suo interno.

— Lily! — esclamo’ James, in preda all’entusiasmo, e prima che gli altri due potessero dire alcunche’, il ragazzo aveva gia’ raggiunto la bara e posto le mani sul cofano trasparente, per godere meglio della vista celestiale della sua amata addormentata.

Appena un attimo dopo, l’Animago si lancio’ contro Remus e, bloccatolo a terra con il suo peso, gli mise le mani intorno al collo come per soffocarlo.

— Moony, piccolo bastardo, come hai potuto?! —

Sirius comincio’ a ridere senza ritegno e la sua ilarita’ contagio’ anche Remus che, nonostante la posizione non propriamente comoda, non riusci’ a restare impassibile di fronte all’espressione infuriata di Prongs.

— Come accidenti ti e’ venuto in mente?! Io non bacero’ mai Snivellus! —

— Dovresti vedere la tua faccia, Prongs! — Sirius aveva appoggiato la schiena contro uno degli alberi e si era portato le braccia allo stomaco per il troppo ridere. — Pensavi davvero che avresti trovato la Evans ed invece... —

— Tu sta’ zitto! — James lascio’ andare Remus e si pose minacciosamente davanti all’altro, bloccandogli ogni via di fuga — Tu ti sei “sacrificato” ben volentieri prima, non e’ vero? Perche’ non ci provi anche stavolta, visto che oramai sei un esperto? —

— Oh, non potrei mai privarti di un simile onore — recito’ ironicamente Sirius, mentre sul suo volto si dipingeva un’espressione tristemente contrita — Ora sei tu il mago azzurro e solo tu puoi svegliare la leggiadra fanciulla vinta dalla morte... —

— Posso fare anche di meglio! — lo minaccio’ Prongs, puntandogli contro la bacchetta — Petrificus Totalus!

Sirius senti’ il proprio corpo immobilizzarsi contro l’albero e James ne approfitto’ per lanciarsi nuovamente contro Remus e riprendere il “discorso” interrotto poco prima.

— Questa da te non me la sarei mai aspettata, Moony... — gli disse cupamente, sovrastando il piccolo elfo con la sua altezza.

Ma l’altro non si lascio’ impressionare dalla differenza di mole e, incrociate le braccia al petto, rivolse all’amico un sorriso che non aveva nulla di innocente.

— Mr. Prongs spesso dimentica che anche Mr. Moony e’ un Marauder... —

— E Mr. Moony dimentica che Mr. Prongs sa essere ancora piu’ bastardo quando vuole... Ad esempio, ora Mr. Prongs sarebbe lieto di sapere perche’ lui deve baciare Mr. Testa Unta, mentre Mr. Moony ha scelto Mr. Padfoot. —

Remus smise immediatamente di sorridere e sgrano’ i suoi grandi occhi meravigliati su James, che constato’ con piacere che le sue parole avevano sortito l’effetto voluto.

— Che... intendi dire? —

— Intendo dire che prima, quando eri tu ad essere addormentato, non hai certo scelto Snivellus come principe che ti baciasse... —

Remus desidero’ che la terra si aprisse in quel preciso istante per inghiottirlo e, quando capi’ che non sarebbe mai successo e che non avrebbe potuto sfuggire alle domande indagatorie di Prongs, degluti’ rumorosamente ed abbasso’ lo sguardo, in un ultimo tentativo di dominare il suo imbarazzo: aveva gia’ capito, data l’ambientazione, che la favola precedente era quella della principessa che cade addormentata per colpa di un maleficio e che solo un bacio d’amore e’ in grado di risvegliare, ma non avrebbe mai immaginato che il suo subconscio potesse arrivare al punto di lasciare immutata quella fiaba e pretendere che Sirius lo baciasse davvero.

— Ti piace? —

— Cosa? —

Remus alzo’ nuovamente il viso, incurante del colore scarlatto delle sue guance, e fisso’ James come imbambolato.

— Sirius... ti piace? —

Nel preciso momento in cui il senso di quella domanda venne elaborato dal suo cervello, Moony dimentico’ momentaneamente come respirare e la mente gli si annebbio’; nel notare il crescente imbarazzo del compagno, Prongs gli rivolse un ampio sorriso e si inginocchio’, entusiasta, davanti a lui, appoggiandogli entrambe le mani sulle spalle.

— Allora e’ vero? —

— Non dirglielo. — Moony volto’ la testa di lato, mentre la voce leggermente tremante tradiva la sua ansia e il suo nervosismo — Questi sentimenti riguardano solo me e, se lui lo sapesse, si sentirebbe in imbarazzo e si allontanerebbe... —

— Ma Sirius... —

— Lo so che Sirius e’ un vero amico e non mi lascerebbe mai — lo interruppe il piccolo elfo — Ma finirebbe inevitabilmente per comportarsi in maniera diversa dopo questa rivelazione, ed io non voglio perdere la sua amicizia e la sua confidenza. Non gli faro’ nulla, James, sta’ tranquillo. Voglio solo che le cose rimangano come sono adesso. —

— Cosa dovresti fargli?! — Prongs aveva rinunciato a seguire il ragionamento di Moony ed aveva inclinato la testa di lato, perplesso. — Di cosa dovrei preoccuparmi? —

— Ti ho appena detto che sono innamorato del tuo migliore amico, e’ ovvio che tu sia preoccupato dall’eventualita’ che possa fare pressioni su di lui o... —

James lo zitti’ con un cenno della mano e, poi, alzo’ gli occhi al cielo.

— Sto davvero cominciando a dubitare della sanita’ mentale tua e di Padfoot, visto che non vedete ad un palmo dal vostro naso... E poi, perche’ dovrei preoccuparmi solo di lui? Anche tu sei mio amico ed e’ chiaro che questa faccenda ti fa soffrire quasi quanto la tua licantropia. Inoltre, dimentichi che vivo anch’io, da tempo, un amore non ricambiato, quindi chi meglio di me puo’ capirti? —

— Grazie, James. — gli sussurro’ Remus con un sorriso, ma l’altro non aveva ancora intenzione di terminare la sua paternale.

— Naaahhhh, mi ringrazierai adeguatamente, quando mi nominerai padrino del piccolo Mizar — e di fronte all’espressione perplessa di Moony, si affretto’ ad aggiungere — Ma questa e’ una cosa di cui dovra’ parlarti lui, anzi, voglio proprio vedere come fara’ a convincerti... Ad ogni modo, adesso tu vai da Sirius e gli dici che... —

— POTTER! —

Nell’udire il tono adirato di quella voce tanto conosciuta, il cuore di James diede un balzo ed il ragazzo dimentico’ completamente il suo ruolo di consulente amoroso, impaziente di voltarsi ed incrociare gli occhi verdi di Lily.

— Evans! Sono felice che tu stia bene, ero cosi’ preoccupato! Ma... come ti sei conciata?! —

La ragazza indossava un largo abito giallo a fiori rossi, con un grembiule bianco sul davanti, un orrendo foulard verde calato sulla testa per nascondere la vaporosa massa di capelli rossi e, in mano, un lungo e minaccioso cucchiaio di legno, che la strega agitava nervosamente davanti al naso del mago azzurro, come per spaventarlo.

— Sono la terribile babbana del bosco, mi sembra ovvio... Snape si e’ sentito male dopo aver mangiato il mio pasticcio di zucca e ti assicuro che la cosa mi ha alquanto innervosita. Quindi, sbrigati a svegliarlo, cosi’ possiamo lasciare questo luogo pieno di ingrati! —

— No, Evans! — James si butto’ letteralmente ai piedi della ragazza, non riuscendo a credere alle proprie orecchie — Non puoi volere anche tu che io baci Snivellus! —

— Se non lo svegli, rimarremo bloccati qui in eterno e se saro’ costretta ad indossare questo ridicolo abito ancora a lungo, rendero’ la tua vita un inferno, Potter! —

— Ma io che c’entro? Prenditela con Remus: e’ lui che sta sviluppando questa storia ed e’ lui che dovrebbe baciare Snivellus! —

— James? — Sirius apparve alle spalle di Lily, seguito da Moony, e dall’espressione del suo volto era evidente che non avesse affatto gradito lo scherzetto di immobilizzazione combinatogli dal suo migliore amico.

— Chi ti ha liberato? Remus! Lo sapevo, tu sei di parte! —

— Mi dispiace, James... — si scuso’ l’altro con un sorriso, e Prongs capi’ che, come sempre accadeva, non sarebbe riuscito a mostrarsi arrabbiato a lungo di fronte a quello sguardo supplichevole di Moony.

— Dannazione! Ti odio quando fai cosi’! — affermo’ quindi, mentre alzava le mani in segno di resa — Ma perche’ proprio Snivellus? —

— Non prendertela con lui — intervenne Sirius — In fondo, e’ colpa tua se ci troviamo in questo pasticcio! Sei stato tu a gettare in malo modo il libro sul tavolo e sei stato tu a dire che volevi interpretare il mago azzurro... —

— Ti ricordo che anche tu hai insultato il libro e che il mio desiderio di essere il mago azzurro era strettamente collegato alla circostanza che Lily fosse la principessa! —

— Questo non l’avevi specificato. —

— E c’era bisogno di specific... —

Il lungo cucchiaio di legno venne calato repentinamente sulle teste dei due ragazzi e, mentre Sirius e James si massaggiavano il capo dolorante, Lily si avvicino’ alla bara di vetro e fece per aprirla.

— Ho capito, devo pensarci io... —

— NO! — James si interpose tra lei e la teca e spalanco’ le braccia per impedirle di accostarsi ancora — Non ti permettero’ mai di baciare Snivellus! —

— Se vogliamo uscire da questa favola, qualcuno deve pur svegliarlo, Potter, quindi... —

— Lo faro’ io. — James abbasso’ le braccia e fisso’ seriamente Lily negli occhi, affinche’ la ragazza si rendesse conto della gravita’ del sacrificio che si accingeva ad affrontare; poi le volto’ le spalle, sollevo’ il coperchio della bara e si chino’ su Snape, mentre una smorfia inequivocabile gli si dipingeva sul viso.

Dopo cinque minuti era ancora nella medesima posizione, con gli occhi serrati e l’espressione pietosa del condannato che sa di non avere scampo. Sirius e Remus lo fissavano ansiosi, mentre Lily aveva appoggiato di peso la schiena contro un albero, giocherellando annoiata col suo cucchiaio.

— Ho una sensazione di deja-vu... — affermo’ sbuffando e, di fronte allo sguardo interrogativo dei due piccoli elfi, scrollo’ le spalle e scosse il capo. — Lasciamo perdere... Senti, Potter... —

Ma in quel preciso momento, James abbasso’ di scatto la testa e, senza respirare, permise alle sue labbra di sfiorare fugacemente quelle di Snape. Lily aspetto’ che finisse di vomitare, poi gli calo’ con furia il cucchiaio sulla testa.

— Sei idiota, Potter?! —

— Ma Evans... Mi hai detto tu di sbrigarmi a svegliarlo! E Merlino solo sa se avrei voluto fare quello che ho fatto! —

— Ti pare che abbia funzionato? —

James sbatte’ le palpebre piu’ volte, poi tese il collo e guardo’ verso la bara, in cui la figura di Snape giaceva ancora placidamente addormentata.

— Ma... ma... Io non capisco... Ehi, io non lo bacio di nuovo, chiaro?! —

— Chi ti ha mai detto che dovevi baciarlo? — sbotto’ Lily, esasperata. — Il bacio funziona solo se uno dei due ama l’altro, e questo non mi sembra il vostro caso... A meno che tu non mi abbia nascosto qualcosa, Potter... —

Il viso del mago azzurro divento’, se possibile, ancora piu’ pallido di prima e, mentre un tremito convulso gli percorreva le membra, il ragazzo si volto’ lentamente verso Moony, deciso questa volta a portare a termine la sua opera di soffocamento.

Ma il ragazzo non si accorse affatto di quel pericolo incombente sulla sua vita, troppo preso a cercare di nascondere l’imbarazzo che la spiegazione di Lily gli aveva provocato: James gli aveva rivelato che, nella favola della bella addormentata, Sirius era stato costretto a baciarlo e, dal momento che, dopo quel gesto, lui si era effettivamente svegliato, Padfoot non avrebbe impiegato molto a focalizzare le parole della Evans e a capire che il suo amico provava un sentimento decisamente profondo nei suoi riguardi.

Cio’ che, pero’, non poteva assolutamente immaginare era che Sirius, in quel momento, avesse la sua medesima paura: l’Animago non aveva dubbi sul fatto che il giovane licantropo, avendo scelto personalmente le fiabe contenute in quel libro, avesse compreso da chi ed in che modo fosse stato risvegliato nella storia precedente; il discorso della Evans gli avrebbe anche fatto capire che quel bacio che Sirius gli aveva rubato era stato un autentico bacio d’amore, ed il ragazzo senti’ il proprio cuore chiudersi in una morsa al pensiero dell’inevitabile confronto.

— Remus! — James sembrava sul punto di esplodere per la collera — Questa non te la perdono, non ci saranno sorrisi che tengano!! —

— Dovevi solo svegliare Snape. — spiego’ Moony, evitando accuratamente di fissare nella direzione di Padfoot. — Sei tu che hai capito che dovevi baciarlo, noi non te l’abbiamo mai detto. —

Prongs apri’ la bocca per ribattere, ma si rese conto con orrore che il compagno aveva ragione e che lui era stato irragionevolmente travolto dall’entusiasmo di trovarsi con Lily nella storia di Biancaneve.

— Ma la favola... — tento’ di opporre, ma Remus scosse il capo.

— Non sarei mai arrivato al punto da costringerti a baciare Snape, anche se ammetto che lo spettacolo di prima e’ stato impagabile... —

— Puoi scommetterci! — confermo’ Sirius, cominciando a sghignazzare — In fondo, la cosa potrebbe anche rivelarsi positiva... Se non riuscissi a convincere Evans ad uscire con te, potrai sempre rimediare su Snivellus... —

— Perche’ non ci esci t... — comincio’ James, ma lo sguardo addolorato di Moony lo fece desistere dal continuare la frase. Lily gli rifilo’ l’ennesima cucchiaiata sul capo, poi prese in mano la situazione.

— Snape si e’ sentito male dopo aver mangiato il mio pasticcio di zucca... e questa me la paghi, Lupin, perche’ io cucino benissimo... e tu, Potter, sei l’unico che puo’ svegliarlo perche’, a detta di Black e Lupin, possiedi una specie di tesoro che puo’ rivelarsi utile in un caso come questo. —

— Tesoro?! — si meraviglio’ il giovane Potter, fissando esterrefatto i due compagni — Non sia mai detto che io possegga qualcosa che possa far del bene a Snivellus! —

— Non a Snivellus, James — gli spiego’ pazientemente Remus — Hai qualcosa che puo’ svegliare Biancaneve e farci uscire, finalmente, da questa fiaba. —

— Perche’ non facciamo dormire Snappaneve per sempre? Il mago azzurro sposera’ la terribile babbana del bosco e, insieme, i due cresceranno Moonolo e Paddolo come figli loro... —

— Assolutamente no! — salto’ su Sirius con veemenza — Io e Remus non possiamo rimanere frat... bambini! Non possiamo rimanere bambini! — si corresse, poi, velocemente — Quindi tira fuori quelle pozioni e facciamola finita! —

— Le pozioni! — Prongs schiocco’ le dita — Ora ho capito a cosa vi riferivate! —

— Io invece continuo a non capire nulla... — intervenne Lily, incrociando le braccia con fare impaziente.

— Vedi, Evans — comincio’ James, posando una mano sulla spalla della ragazza che lo guardo’ in malo modo — Io non vado mai in giro senza la mia personale scorta di pozioncine. Non sai mai quando potrebbe servirti una Polijuice, un Veritaserum o un preparato cambia-capelli o allunga-naso... —

— Potrebbero servire solo per i tuoi stupidi scherzi, Potter... —

— Non mi tradirai, vero Evans? — si rassicuro’ il ragazzo, strizzandole l’occhio — Ad ogni modo, dal momento che i miei due fedeli amici qui presenti sono totalmente negati nelle pozioni... —

— James, non infierire... — Remus aveva aggrottato le sopracciglia e l’altro si affretto’ a concludere.

— Dicevo... io e Peter abbiamo preparato una piccola scorta di pozioni che potrebbero rivelarsi utili, compresi gli antidoti, perche’ non si sa mai cosa gli Slytherin potrebbero combinare... —

— Gli Slytherin, eh? — borbotto’ Lily, ma James non raccolse l’obiezione e si limito’ a sfilare, da qualche parte segreta sotto la tunica, un piccolo astuccio che poi ingrandi’ con un tocco di bacchetta.

— Vediamo... — riflette’, passando in rassegna i vari flaconcini colorati — Ci serve qualcosa contro un’intossicazione da cibo... —

— Potter!!! —

— Non prendertela con me, Lily! Non hai detto che Snivellus si e’ sentito male dopo aver mangiato il tuo pasticcio?! —

— Remus, giuro che questa me la paghi! — sibilo’ la ragazza con un filo di voce, mentre James esultava per aver trovato quello che cercava.

— Eccola! Poche gocce di questa pozione e Snappaneve ritornera’ come nuovo... purtroppo... — e senza perdere altro tempo, tappo’ il grosso naso di Snape per costringerlo a dischiudere la bocca e verso’ parte dell’antidoto sulla lingua.

Dopo pochi secondi, Snivellus mosse le palpebre, ma prima che potesse aprire gli occhi e svegliarsi completamente, James lancio’ Sirius tra le braccia di Lily e prese Remus tra le proprie, cominciando a correre come un forsennato.

— Scappiamo prima che ci veda o non ce lo leveremo piu’ di torno! —

— Ma dove pensi di andare, Potter? — grido’ Lily, precipitandosi dietro al ragazzo.

— Il piu’ lontano possibile da lui! E il primo che osera’ ricordare che l’ho baciato verra’ rinchiuso per due notti di seguito nel bagno di Moaning Myrtle! —

— Non m’interessa nulla di quello che fai con Snivellus! — grido’ Sirius alle sue spalle, sbilanciandosi tra le braccia di Lily — Ma non stringere Remus cosi’ forte! —

James alzo’ gli occhi al cielo, pensando che avrebbe ucciso Padfoot alla prossima scenata di gelosia, e manco’ poco che non si accorgesse del grosso cerchio di luce che era comparso innanzi a loro; fece un cenno a Lily con la testa e, dopo che la ragazza ebbe annuito col capo, le afferro’ la mano e si lancio’ nel portale, sparendo nell’ennesimo turbine di luce accecante.

Poco distante, Snappaneve alzo’ la testa dalla teca di vetro e si chiese, confuso, dove fosse il coraggioso mago che aveva affrontato gli innumerevoli pericoli della foresta solo per salvarlo.