VI.

Biancaneve/Hansel&Gretel (I parte).

 

 

Il viaggio attraverso il portale duro’ qualche secondo appena: la luce intensa smise di abbagliargli gli occhi e, ancora parzialmente accecato, James cadde a terra con un tonfo. Si rimise in piedi a fatica e si massaggio’ con forza il braccio dolorante, mentre la vista gli tornava gradualmente alla normalita’. Fu solo quando si guardo’ intorno e si rese conto di trovarsi, ancora, nei pressi di un bosco che l’evidenza lo colpi’, repentina come un fulmine.

Piedi? Braccio?

James abbasso’ immediatamente il capo e percorse con lo sguardo tutta la sua figura. Una figura decisamente umana.

Ancora scettico, fisso’ le braccia e le mani prive di piume, sollevo’ una gamba al posto della zampa e tasto’ con accuratezza il viso, ma senza trovarvi traccia di becco.

Si’, era tornato finalmente umano, penso’ con una punta di sollievo, sollievo che si tramuto’ immediatamente in eccitazione, non appena osservo’ con attenzione anche il suo abbigliamento: tunica azzurra, bacchetta agganciata alla cinta, mantello blu che avvolgeva elegantemente il corpo, cappello a punta dalla falda larga, ma senza piume che ne adornassero i lati (in effetti, di piume ne aveva avuto abbastanza...).

— Moony, sei grandioso! — esclamo’ a voce alta, e se il compagno fosse stato li’, accanto a lui, era certo che lo avrebbe abbracciato dalla gioia. Sicuramente Sirius non ne sarebbe stato affatto contento, ma James avrebbe rischiato volentieri la vita, pur di ringraziare l’artefice della sua futura felicita’ amorosa. Si’, perche’ se lui era il mago azzurro, non c’erano dubbi sul fatto che Lily fosse la sua principessa e che il suo compito fosse quello di salvarla da un malvagio rapitore o da un oscuro incantesimo: a quel punto, lei si sarebbe resa conto di quanto lui fosse affidabile, gli avrebbe gettato le braccia al collo e lo avrebbe baciato sulle labbra per mostrargli tutta la sua riconoscenza.

Beh, se conosceva bene Lily, sapeva che una cosa del genere non sarebbe accaduta nemmeno dopo un milione di anni, ma anche se fosse riuscito a strapparle solo un ringraziamento, le sue possibilita’ di ottenere un appuntamento con lei sarebbero finalmente diventate piu’ alte delle probabilita’ che Snivellus si lavasse i capelli.

Eccitato al pensiero di salvare la sua principessa, James si mosse velocemente in avanti, in procinto di correre verso il bosco, ma non si avvide di un ostacolo ai suoi piedi e cadde rovinosamente a terra, soffocando a malapena un’imprecazione.

— E questa cosa cavolo e’?! — sbotto’ nervosamente, afferrando un’asta bianca, semi nascosta dai lunghi ciuffi d’erba. Si rimise in piedi e, mentre osservava l’oggetto in tutta la sua interezza, si rese conto di avere un altro motivo per cui ringraziare Remus non appena l’avesse visto di nuovo. — Una scopa... Moony pensa davvero a tutto, e’ proprio un ragazzo da sposare! — ridacchio’ divertito, mentre immaginava la piu’ che prevedibile reazione di Sirius alle sue parole.

Senza smettere di sorridere, monto’ sul manico e, con una manovra degna del piu’ abile Chaser che la squadra di Quidditch dei Gryffindor avesse mai avuto, indirizzo’ la scopa verso le profondita’ del bosco, pensando che le favole babbane non erano poi cosi’ fantasiose, riguardo alle storie ed alle ambientazioni. Era piu’ che certo, infatti, che Lily fosse stata segregata in un oscuro maniero dal malvagio Snivellus, e che Padfoot e Moony lo avrebbero presto raggiunto per aiutarlo nella sua impresa... sempre che Moony non avesse progettato di restare solo con Padfoot in qualche capanna abbandonata nella foresta: dato il suo comportamento nella favola precedente, l’eventualita’ che Remus fosse cotto di Sirius stava diventando piu’ che un sospetto nella mente arguta di James, e il ragazzo non si sarebbe stupito se li avesse trovati di nuovo accoppiati anche in quella nuova storia. Scoprire le fantasie di Moony si stava rivelando molto piu’ interessante del previsto, e James non pote’ evitare un sorriso compiaciuto al pensiero dell’espressione idiota che sarebbe comparsa sul volto di Sirius, non appena gli avesse riferito che c’era un’alta probabilita’ che il suo amore fosse ricambiato.

Piego’ il busto in avanti per acquistare velocita’ e volo’ abilmente tra gli alberi, impaziente non solo di trovare Lily, ma anche di accertarsi che le sue supposizioni sui sentimenti di Remus fossero esatte; stava proprio rimuginando sul modo di iniziare il discorso con lui, quando gli parve di sentire delle voci dal timbro infantile chiamarlo concitatamente alle sue spalle.

Freno’ di colpo e si volse verso la via deserta, chiedendosi se non avesse sognato, quando all’improvviso vide sbucare due figure molto piccole che correvano affannosamente nella sua direzione; soltanto quando si furono fermate, ansimando per lo sforzo, James riconobbe con stupore le fattezze di quei due bambini.

— Padfoot? Moony?! —

Scese immediatamente dalla scopa, che lascio’ cadere a terra, e raggiunse i due amici, mentre l’incredulita’ cresceva ad ogni passo. Quelli che aveva di fronte erano davvero Sirius e Remus, sia pure in versione “ristretta”: indossavano entrambi una casacca verde, pantaloni bianchi infilati in un paio di stivali di cuoio ed un buffo e lungo cappello, dello stesso colore della casacca, che pendeva da uno dei lati della testa; la loro altezza raggiungeva a stento la vita di James, e quando i due ragazzini alzarono il viso per fissare meglio il loro alto compagno, Prongs noto’ anche delle orecchie appuntite allungarsi alle estremita’ di quei volti dai tratti decisamente infantili.

— Finalmente ti sei fermato! — sbotto’ Sirius, dopo aver ripreso fiato. — Non ce la facevamo piu’ a correrti dietro! —

— Cosa siete esattamente? — domando’ invece James, inclinando leggermente la testa verso destra e massaggiandosi il mento con la mano, in un gesto perplesso.

— Piccoli fratelli elfi. — rispose Remus, mentre Sirius era intento a sistemarsi i capelli — Avremmo dovuto essere dei nani, ma ho immaginato che a Padfoot quest’idea non andasse. —

— Nani? — ripete’ Prongs, drizzando il capo e spalancando gli occhi, come se non credesse a cio’ che aveva appena sentito. — Non mi dirai che questa e’ la favola di “Biancaneve e i sette nani”?! —

— Biancaneve e i due elfi dei boschi, prego. — preciso’ Sirius, incrociando le braccia. — Non voglio essere paragonato ne’ ad un nano ne’ ad un essere come Kreacher! —

— Non tutti gli elfi di casa sono odiosi come Kreacher, Padfoot. — gli fece notare Remus con un sorriso. Sirius gli sorrise a sua volta, ma prima che potesse crogiolarsi nella beatitudine di quel momento, James lo spintono’ di lato ed abbraccio’ Moony con foga.

— Moony, sei assolutamente meraviglioso!!! —

Remus spalanco’ gli occhi per la sorpresa e, prima ancora di rendersi conto di non riuscire quasi a respirare per la stretta, vide Sirius fiondarsi sul compagno e dargli un pizzico doloroso sulla gamba.

— Padfoot! — esclamo’ Prongs con un’espressione di dolore, mentre lasciava la presa.

— CHE. DIAVOLO. FAI? —

Il tono di voce di Sirius suono’ calmo, ma tremendamente minaccioso all’orecchio allenato di James che, dopo anni, poteva dire di conoscere alla perfezione ogni sfumatura dell’animo del suo migliore amico.

— Ringrazio il caro Remus. Quella di Biancaneve e’ l’unica favola babbana che io conosca e, dato che sono il mago azzurro, dovro’ svegliare la mia principessa con un bacio. Finalmente potro’ baciare Lily, e tutto questo solo grazie al nostro Moony! —

Sirius e Remus si scambiarono un sorriso, ma James sembrava troppo preso dal suo sogno ad occhi aperti per notarli; infine, Remus abbozzo’ uno scherzoso inchino ed indico’ una direzione oltre gli alberi.

— La nostra principessa giace senza vita, dopo aver mangiato un pasticcio di zucca avvelenato. Ti prego di seguirci nel luogo in cui riposa: anche da morta, e’ uno spettacolo tale che non abbiamo avuto il coraggio di seppellirla. —

— Come tu desideri, mio buon amico. — recito’ Prongs, ricambiando l’inchino, e pochi secondi dopo i tre erano in marcia all’interno del bosco, Remus in testa e Sirius e James piu’ indietro, ad alcuni passi di distanza.

— Non era necessario darmi quel pizzico, Padfoot! — si lamento’ il giovane Potter, certo che l’amico avanti a lui non l’udisse.

— Tu hai abbracciato Moony! — replico’ Sirius, stizzito.

— Andiamo, non sarai davvero geloso?! Ti ricordo che tu sei come un fratello per me e non farei mai nulla che ti facesse soffrire; inoltre, io sono innamorato di Lily e, per quanto Moony possa essere carino, non mi interessa minimamente da quel punto di vista. —

L’altro non replico’, ma continuo’ a camminare a testa bassa, lanciando di tanto in tanto occhiate fugaci all’oggetto del suo amore.

— Io credo che tu sia solamente indispettito con te stesso — riprese James — Perche’ ti piacerebbe abbracciare Moony come faccio io, ma non ne trovi il coraggio. Non si direbbe che tu sia un Gryffindor, sai? Se fossi in te, non aspetterei la fine del settimo anno, ma andrei da lui ora e gli rivelerei quello che provo. Potresti anche ricevere una bella sorpresa, lo sai? —

— Figuriamoci! — borbotto’ Sirius, infilandosi le mani nelle tasche — Remus non potrebbe mai guardarmi in modo diverso da un amico! —

Prongs scosse il capo, esasperato, ma prima che potesse ribattere all’evidente idiozia di Padfoot, qualcosa di molto strano, situato alla sua destra, attiro’ la sua attenzione.

— E quella cos’e’? —

Remus si volto’ nella direzione indicata dal compagno, ma prima che potesse focalizzare, James si precipito’, correndo, oltre gli alberi, seguito a ruota da Sirius.

— Aspettate! Se ci allontaniamo dal sentiero, potremmo non essere piu’ in grado di ritrovare la strada! —

Ma i due ragazzi erano gia’ troppo lontani, e Moony non pote’ fare altro che sbuffare e gettarsi al loro inseguimento per non perderli di vista.

Quando finalmente li ebbe raggiunti in un ampio spiazzo privo di alberi, capi’ il motivo della loro curiosita’ e, soprattutto, della loro meraviglia. Al centro di quella vasta zona erbosa sorgeva una casetta, ma non la capanna classica di un pastore o di un guardiaboschi: una casa con mura in marzapane, Chocolate Frogs e Sugar Quills.

— No-non e’ possibile... — balbetto’ Remus — Devo aver fatto confusione tra le favole... —

Ma Sirius e James non ascoltarono nemmeno una parola e si precipitarono verso quell’invitante spettacolo, con espressioni fameliche ed occhi pieni di ingordigia.

— NO! ASPETTATE! — urlo’ Moony, ma il suo grido giunse troppo tardi.

Quando i due ragazzi si furono avvicinati abbastanza alla casa, dei lunghi tentacoli di liquirizia sbucarono dalle pareti e li afferrarono ai polsi e alla vita, attirandoli verso la costruzione. Remus impugno’ subito la sua bacchetta, ma in quel momento qualcuno grido’ un roco Expelliarmus e lui si ritrovo’ con la mano desolatamente vuota.

Punto’ lo sguardo verso la direzione della voce ed i suoi occhi scorsero, nei pressi della porta di quella strana casa, una figura incappucciata, che stringeva nel pugno la bacchetta strappata al suo avversario.

Remus trattenne il respiro, cercando di pensare ad un modo per liberare Sirius e James, intrappolati contro le pareti di cioccolato e marzapane, ma la figura misteriosa rise sguaiatamente e gli intimo’ di arrendersi, dichiarando che quei due poveri sciagurati erano ormai in suo potere. Abbasso’ quindi il cappuccio sulle spalle e la luce del sole rivelo’ ai tre stupefatti ragazzi il ben conosciuto viso di Regulus Black.

— Moony, non dirmi che e’ lui la strega cattiva?! — James comincio’ a ridere, imitato subito dopo da Sirius, che annui’ vigorosamente col capo per dimostrare tutta la sua approvazione.

— Devo ammettere che mio fratello e’ proprio perfetto per questa parte! —

Remus borbotto’ qualcosa imbarazzato, ma Regulus, stanco di essere cosi’ poco rispettosamente ignorato, agito’ la bacchetta, affinche’ i tentacoli di liquirizia stringessero dolorosamente la vita ed i polsi dei due prigionieri, addossandoli ancora di piu’ contro la parete.

Moony fece per precipitarsi verso di loro, ma il Black piu’ giovane gli punto’ di nuovo contro la bacchetta, immobilizzandolo all’istante.

— Io non lo farei, se fossi in te. Ora obbedirai ai miei ordini senza fare storie, se vuoi che i tuoi amici rimangano sani e salvi. —

— Moony! — grido’ Padfoot, cercando di liberarsi, ma le corde lo bloccarono in maniera ancora piu’ serrata, spingendo sia lui che James verso le mura mollicce, che cominciarono ad inghiottire i loro corpi.

— Moony! — urlo’ ancora Sirius, e lo sguardo ansioso di Remus fu l’ultima cosa che vide, prima di sprofondare nella parete buia, all’interno della casa.

Quando i suoi occhi furono nuovamente in grado di distinguere le forme, Sirius si rese conto di trovarsi in un ambiente piuttosto angusto, circondato da sbarre spesse e minacciose.

— E’ una cella. — spiego’ James — E non abbiamo piu’ le nostre bacchette. —

Il piccolo elfo porto’ istintivamente la mano alla cintura, afferrando null’altro che aria, e non riusci’ a trattenere un’imprecazione.

— Maledizione! Come facciamo adesso ad uscire di qui? E dov’e’ Remus? —

Prongs stacco’ una Sugar Quill dal muro alle sue spalle, ma il pezzo mancante fu immediatamente sostituito da un nuovo dolciume.

— Le pareti si riformano di continuo, quindi e’ inutile mangiarle. — riflette’ poi — Credo che l’unica cosa da fare sia aspettare che Moony ci trovi. Non ricordo una vicenda simile nella favola di Biancaneve, per cui soltanto Moony sa quello che accadra’ e come. —

— Se Regulus osa fargli del male, io... —

— Padfoot, e’ un lupo mannaro. E’ molto piu’ forte di noi, sapra’ cavarsela. —

— Si’, ma lui e’ troppo gentile, e poi ora ha l’aspetto di un bambino, come fara’ a liberarci? —

— Non potra’, infatti. —

Regulus si avvicino’ alle sbarre della piccola cella e fisso’ i suoi prigionieri con aria di compatimento.

— Dov’e’ Remus?! —

— Ho bisogno di due maschi giovani e forti per il mio pasto. L’altro mi e’ sembrato un po’ troppo gracilino per i miei gusti, per cui ho deciso che si occupera’ delle faccende domestiche. Naturalmente, voi dovrete ingrassare un po’, ma so che non mi farete aspettare molto: ognuno dei dolci di questa casa vi fara’ aumentare di due chili alla volta... —

James sputo’ immediatamente la Sugar Quill che stava succhiando e tasto’, preoccupato, il suo addome e girovita.

— Oh, non preoccupatevi — disse Regulus, scoppiando a ridere malignamente — Prima o poi vi verra’ voglia di mangiare, ed io sono un tipo molto paziente... — e senza smettere di sghignazzare, abbandono’ la stanza, sbattendo con un tonfo sordo la porta alle sue spalle.

— Che si fa? — La voce di Prongs aveva perso il tono sicuro e controllato di poco prima — Gia’ so che non resistero’ a lungo, il solo vedere queste delizie mi fa venire un’acquolina... —

— Pensa ad Evans innamorata di un altro e vedrai che l’appetito ti passa... —

— E’ questo quello a cui pensi tu, Padfoot? —

Sirius poggio’ la schiena contro le sbarre ed alzo’ il viso verso il soffitto, apparentemente turbato.

— Tutti i giorni. — disse semplicemente — Ed ogni giorno diventa sempre piu’ difficile nascondere questi sentimenti. —

— Diglielo. — James si sedette accanto all’amico e gli mise una mano sulla spalla, stringendogliela come per confortarlo — Non ti sei reso conto che, in queste favole, Moony ha sempre immaginato che tu e lui... —

— Padfoot! Prongs! —

Un bisbiglio frettoloso interruppe la rivelazione del mago azzurro ed i due prigionieri si voltarono contemporaneamente verso la fonte di quel richiamo.

— Moony! — esclamo’ Sirius, mentre un grosso peso gli scivolava dal cuore alla vista del compagno.

Remus si avvicino’ alla cella e strinse le mani intorno alle sbarre, con un sorriso di sollievo e di gioia che gli rischiarava il volto.

— Sono contento che stiate bene, ero cosi’ preoccupato quando vi ho visto sparire all’interno della casa... —

— Dov’e’ Regulus? — domando’ James, guardando sospettosamente oltre le spalle del piccolo elfo.

— Sta preparando della Butterbeer ingrassante da farvi bere. Vuole che diventiate piu’ in carne, cosi’ da potervi mangiare. —

— Si’, ce lo ha gia’ comunicato. — replico’, sarcasticamente, Sirius — Ma tu stai bene? Ti ha fatto qualcosa? —

Remus rispose con un sorriso all’apprensione del compagno e, infilata una mano tra le sbarre, sfioro’ leggermente il braccio dell’amico per ringraziarlo della sua premura.

— Nulla, tranne costringermi a lavare i suoi calzini. Ora mi toccherebbe pulire piatti e posate, ma loro sono stati cosi’ gentili da decidere di pulirsi da soli e permettermi di sgattaiolare qui. Nemmeno gli oggetti di questa casa sopportano piu’ le angherie del loro padrone. —

Sirius poggio’ la mano su quella di Remus e, vedendo che l’amico non si ritraeva, oso’ stringergliela piu’ forte, in un gesto che venne prontamente ricambiato.

— Dobbiamo uscire di qui al piu’ presto. Sai dove ha messo le nostre bacchette? —

— Non ne ho idea. — Moony scosse il capo. — Ho provato a cercarle, ma probabilmente le ha rinchiuse nel ripostiglio. Le scope sono troppo spaventate e non hanno voluto aiutarmi. —

— Non avrei mai pensato di dirlo, ma in questo momento rimpiango di non essere piu’ un gufo! — si lamento’ James, fissando con rammarico la Sugar Quill che aveva fatto cadere a terra. — Potrei trasformarmi in Prongs, ma non credo che riuscirei ad abbattere queste sbarre a suon di cornate. E nemmeno Padfoot potrebbe molto, data la sua attuale stazza... Se Wormtail fosse qui, potrebbe sgattaiolare fuori ed aiutarti a cercare le bacchette, ma... —

— Ho trovato! —

Sirius lascio’ la mano di Remus e zitti’ bruscamente il suo migliore amico, mentre le labbra gli si piegavano in uno strano ghigno di vittoria. I due compagni non ebbero neanche il tempo di domandargli cosa gli stesse passando per la mente che i loro occhi si trovarono improvvisamente a fissare la forma canina del loro comune amico, o meglio, un batuffolo di pelo nero che scivolo’ facilmente attraverso le sbarre della cella e salto’ tra le braccia di Remus.

— Giusto! — esclamo’ James, schioccando le dita — Sirius ora e’ piccolo come un bambino e quindi anche Padfoot deve essere necessariamente un cucciolo! Ottima idea, amico! —

Ma gli altri due non sembravano intenzionati a prestare ascolto alle sue conclusioni: il cagnolino aveva cominciato a leccare le labbra, le guance e il naso di Remus, scodinzolando vivacemente, mentre l’altro cercava di tenerlo a freno, seppur ridendo.

— Smettila, Padfoot... Paddy! — si corresse, alludendo alle attuali dimensioni di cucciolo dell’Animago — Lo so che non sopporti di stare in gabbia, ma ora sei libero... — aggiunse teneramente, e lo sguardo si raddolci’ mentre accarezzava il soffice pelo, immaginando che fosse quella chioma liscia e corvina in cui, da mesi ormai, desiderava poter far scorrere le dita.

Paddy guai’ con gioia al tocco di quella calda mano e lecco’ ancora una volta il mento e le labbra del suo amore, sperando che Remus scambiasse quei gesti per un istinto canino troppo naturale per poter essere controllato.

Paddy... — James calco’ volontariamente il tono sul nuovo nomignolo dell’amico — Quando avrai finito di sbrodolare su Moony come un animale in calore, che ne diresti di trovare il modo di far uscire anche me da qui? —

Remus smise subito di accarezzare il cucciolo ed abbasso’ il viso, imbarazzato, mentre Padfoot si lascio’ scappare un guaito di frustrazione ed un ringhio adirato contro la causa dell’interruzione di quel dolce intermezzo.

— Cosa ci fai tu qui? —

Moony senti’ il cuore balzargli in gola e si volto’ lentamente, sapendo gia’ di trovare la minacciosa figura di Regulus ferma sotto l’arco della porta.

— Dov’e’ finito l’altro elfo? — grido’ il mago nero, e in un attimo fu accanto a Remus, gli afferro’ con forza il braccio e spinse violentemente il suo piccolo corpo contro le sbarre. Moony si accascio’ a terra con un gemito, mentre Sirius si divincolo’ dalle braccia dell’amico dolorante e, con un balzo, si precipito’ contro Regulus, mordendogli il polpaccio.

Anche se la sua forma di cucciolo lo aveva aiutato a liberarsi, Sirius rimpianse l’abituale ed imponente stazza di Padfoot, e non pote’ opporsi quando Regulus lo prese per il collo e lo lancio’, con un gesto brusco, verso l’altro lato della stanza.

— Maledetto sacco di pulci, la pagherai per questo! — e gli punto’ contro la bacchetta, mentre la bocca gia’ mormorava la formula “Cruc...

— Non ti permettero’ di fare del male a Sirius! — urlo’ Remus e, nonostante l’evidente differenza di mole, si lancio’ contro il mago e gli assesto’ un pugno preciso nelle parti basse.

Regulus impallidi’ e si piego’ in due per il dolore, dopo aver lasciato cadere la bacchetta che fu prontamente raccolta dal suo oppositore; Remus sibilo’ uno “Stupefy” e, quando il corpo dell’altro si irrigidi’ e crollo’ a terra, i cassetti della credenza che si trovava nella stanza si aprirono di colpo, e le forchette e i coltelli che vi erano riposti saltarono fuori e si conficcarono sul pavimento, intorno alla sagoma del mago, bloccandone gli abiti a terra ed impedendone i movimenti.

— Grazie amici. — sussurro’ Moony, poi punto’ la bacchetta verso la cella e libero’ James, prima di voltarsi al suono ansioso di una voce che lo chiamava.

— Remus... —