V.

La bella addormentata (parte III).

 

 

I tre ripresero il loro cammino all’interno della foresta, ognuno perso nei propri pensieri, finche’ non si ritrovarono di fronte un intricato muro di rovi, che bloccava loro il passaggio.

— Che si fa? Qualche idea, Potter? —

Lily si rivolse a James istintivamente, ma ebbe modo di pentirsene appena un secondo dopo.

— EVANS! Finalmente mi stai chiedendo un consiglio! Allora hai capito che non sono poi cosi’ inaffidabile come credevi! E prima mi hai anche chiamato per nome... —

La pixie arrossi’ violentemente per la vergogna, ma il gufo non sembro’ avere l’intenzione di smettere di tormentarla.

— Non mi dirai che sono aumentate le possibilita’ che tu, un giorno, divenga la signora Lily Potter... —

— NEMMENO SE TU FOSSI.... —

Ma l’ira di Lily fu soffocata da un’espressione colorita alle sue spalle.

— Sirius! — James volo’ accanto all’amico e noto’ che il suo sguardo vacuo era fisso sul terreno. — Cosa ti succede? Non avrai visto mica un altro Boggart?! —

— Dannazione, James, e’ una cosa importantissima, come ho fatto a non pensarci prima?! — quasi urlo’ Padfoot, cominciando a gesticolare nervosamente. — Suona meglio Black Lupin o Lupin Black? Remus Black puo’ anche andare, ma Sirius Lupin non mi convince, mentre il doppio cognome e’ sicuramente piu’ adatto. E poi dobbiamo pensare anche a Mizar e Sylvia: Mizar Black Lupin mi sembra scorra meglio di Mizar Lupin Black, pero’ Sylvia Lupin Black e’ piu’ musicale di Sylvia Black Lupin... —

Le riflessioni logiche di Sirius furono seguite da trenta secondi di silenzio gelido, interrotti soltanto dalla pesante testata che James rifilo’ all’amico.

— Ma ti ha dato di volta il cervello?! — grido’ il ragazzo, portandosi una mano alla fronte.

Per tutta risposta, il gufo comincio’ a beccargli il capo furiosamente, e Sirius non pote’ fare altro che cercare di scappare, correndo tra gli alberi li’ intorno, mentre Lily fatico’ non poco a richiudere la bocca, rimasta aperta per la sorpresa.

— Insomma, la vuoi piantare?! — Sirius punto’ la bacchetta contro il pennuto che lo inseguiva, mentre con l’altra mano si massaggiava i bernoccoli doloranti.

— Sei tu che devi piantarla di essere stupido! — sbraito’ James — Mi hai fatto prendere un colpo, dannazione a te! Ora pensa ad un incantesimo per superare questi rovi e va’ a salvare la tua principessa, o ti giuro che quella pozione degli Elfi la faro’ bere a Snivellus! —

Lily vide un’espressione di puro orrore apparire sul viso di Black e rinuncio’ definitivamente a capire cosa stesse succedendo. Si volto’ all’indietro, fronteggiando di nuovo i rovi e cercando di individuare l’espediente migliore per oltrepassare l’ostacolo, ma in quell’istante Sirius le si affianco’ e mormoro’ qualcosa sottovoce. La bacchetta che il ragazzo aveva in mano si trasfiguro’ immediatamente in un paio di cesoie e, soddisfatto del lavoro, il giovane mago si avvicino’ alle spine per reciderle e crearsi un passaggio.

— Manchi proprio di senso estetico, Black. — noto’ la pixie, e l’Animago la fisso’ stizzito.

— Prego? —

— L’eroe non salva l’eroina impugnando un paio di forbici, e’ contro la morale delle favole! Trasformale in una spada. —

— Sei impazzita? Ci mettero’ una vita ad aprirmi un varco con la spada! —

— Mi dispiace, ma su questo punto non transigo. “La bella addormentata” e’ la mia fiaba preferita e non ti permettero’ di rovinarmela in questo modo! —

Sirius tento’ ancora di ribattere, ma lo sguardo gia’ furioso di James ed il pensiero di Moony intrappolato dietro quella prigione lo convinsero a rinunciare ad ogni discussione.

Le cesoie si trasformarono in una spada dalla lama lunga e tagliente, e parecchi metri, nonche’ parecchi graffi dopo, i tre compagni giunsero in prossimita’ delle scale di un imponente castello, all’apparenza abbandonato.

Sirius restitui’ alla sua bacchetta le sembianze originarie, poi si rivolse a Lily, senza smettere di fissare la fatiscente costruzione.

— Credi che Remus si trovi qui? —

— Non ne sono sicura, ma ad ogni modo dobbiamo entrare e cercare la principessa, se vogliamo che la favola vada avanti. —

Gli altri due annuirono in silenzio e seguirono la pixie lungo la ripida scalinata; giunti in cima, Sirius si lascio’ cadere sulle ginocchia, ansimando, e sia Lily che James gli lanciarono uno sguardo interrogativo.

— Io non ho le ali come voi... — spiego’ Padfoot con un’occhiataccia, ma i due compagni non si fecero impressionare e ripresero a volare in direzione del portone.

— Dobbiamo raggiungere la torre. — annuncio’ Lily in lontananza, e Sirius tremo’ al solo pensiero di una nuova salita.

Molti gradini dopo, i tre si trovarono a fissare una massiccia porta in ferro arruginito, che aveva l’aria di essere rimasta chiusa per anni.

— Io non spingo. — proclamo’ Padfoot, mentre versava in uno stato semi-comatoso a terra.

— Avresti potuto usare la scopa bianca per volare fin qui, proprio come ha fatto Remus per salvare Raperonzolo. — obietto’ Lily, senza accorgersi dello sguardo omicida dell’altro. — Alohomora! — grido’ poi, e la porta si spalanco’ con un rumore sordo, rivelando un’ampia ed impolverata camera circolare, alla cui parete frontale era addossato un letto piuttosto sfarzoso.

I tre vi si avvicinarono con cautela (Sirius avrebbe preferito strisciare, ma uno sguardo di Lily basto’ a fargli recuperare le forze) e scorsero, senza troppa sorpresa, un corpo immobile adagiato sulle lenzuola. Padfoot annullo’ correndo la distanza che lo separava dal letto ed i lineamenti del suo viso si rilassarono, non appena riconobbe Remus in quella figura placidamente addormentata.

— E’ lui, lo abbiamo trovato! — non pote’ trattenersi dall’esclamare, mentre un sorriso di puro sollievo compariva sulle sue labbra. A parte il profondo sonno in cui era piombato, Moony non sembrava ferito ed, anzi, la tunica bianca ed oro da cui era rivestito confermo’ in Sirius la convinzione che il ragazzo di cui si era innamorato fosse davvero un angelo sceso in Terra dal Paradiso.

Si sedette sul letto accanto a lui e gli accarezzo’ il dorso della mano con le dita, ma la voce gracchiante di James giunse troppo presto ad interrompere la sua contemplazione.

— Avanti, amico, sveglialo! —

Il gufo si era appollaiato su una mensola laterale e Sirius ebbe l’impressione che il suo tono fosse volutamente ironico: senza pensarci troppo, si abbasso’ lentamente verso Remus, mentre James tratteneva il respiro e Lily fissava la scena con le dita incrociate.

— Remus... — lo chiamo’ Sirius in un sussurro appena udibile, dopo di che afferro’ il compagno per le spalle e comincio’ a scuoterlo violentemente. — SVEGLIATI! —

La pixie gli infilo’ la bacchetta nell’orecchio.

— CHE DIAVOLO FAI, EVANS?! —

— Tu che diavolo fai?! Non e’ certo questo il modo di svegliarlo!! —

— E quale sarebbe allora?! —

— Un bacio. — asseri’ Lily, mentre il volto di Sirius perdeva colore. — La principessa puo’ essere destata solo da un bacio d’amore. Capisco che possa essere imbarazzante per la tua reputazione, Black, ma e’ questo cio’ che richiede la favola. —

James nascose il muso sotto l’ala e comincio’ a sghignazzare: la prospettiva di baciare Moony aveva fatto impallidire Padfoot all’istante, e non certo per il disgusto, come Lily avrebbe potuto pensare. Il gufo era certo che, se non fosse stato gia’ seduto sul letto, l’amico sarebbe crollato in terra come un peso morto ed era convinto che in quel momento stesse facendo una fatica immane per mantenere la mente lucida e concentrata su cio’ che Evans gli stava dicendo.

— Allora Black, hai capito tutto? Prima ti sbrighi, prima ce ne andiamo da qui. —

Sirius annui’ piu’ volte, come inebetito, poi si volto’ nuovamente a guardare Remus e poggio’ le mani sul cuscino, ai due lati della faccia del compagno; si abbasso’ ancora verso di lui e si inumidi’ le labbra secche con la lingua, senza smettere di fissarlo.

Trascorsero all’incirca venti minuti.

James aveva preso a lisciarsi le piume con il becco e Lily aveva trasfigurato la sua bacchetta in una limetta per le unghie, dedicandosi al manicure. Sirius era rimasto nella medesima posizione, il corpo chino su quello di Remus, gli occhi puntati sul viso del suo angelo addormentato e la bocca semiaperta.

Degluti’ per la centesima volta e, dopo aver inspirato profondamente per scacciare il nervosismo, abbasso’ il capo, pronto ad assaporare ogni aspetto di quel dono improvviso piovutogli dal cielo.

James e Lily sollevarono di scatto la testa e trattennero il respiro, quando il corpo del giovane mago aderi’ a quello della sua principessa e ciocche di capelli neri sfiorarono la pella diafana di quel volto vinto dal sonno.

Sirius chiuse gli occhi e finalmente le sue labbra si poggiarono sulla fronte di Remus, in un bacio delicato e dolcissimo.

Lily gli infilo’ la bacchetta (prontamente ri-trasfigurata) nell’altro orecchio.

— CHE DIAVOLO C’E’ ORA?! — sbraito’ il ragazzo, combattendo contro l’intenso desiderio di strozzare quella pixie invadente.

— Un bacio d’amore e’ un bacio sulle labbra, idiota!! Ci hai fatto aspettare tutto questo tempo e poi... —

Ma l’altro non la lascio’ finire: non appena si rese conto di quello che avrebbe dovuto fare davvero, il suo cuore ando’ in fibrillazione e i suoi ormoni si risvegliarono prepotentemente; si chino’ di nuovo su Remus, finche’ i loro nasi non si sfiorarono, e dopo aver affondato le dita nei suoi capelli, fece aderire le loro bocche con foga.

Lily ammutoli’, mentre sul viso di James apparve un’espressione compiaciuta.

— Ve-venti minuti per baciarlo sulla fronte e nemmeno un secondo per tuffarsi sulle sue labbra? — La pixie sbatte’ le palpebre, meravigliata, e James nascose a stento una risatina.

— Avra’ pensato di tagliare la testa al centauro e portare a termine il suo compito il piu’ in fretta possibile... —

Ma, in realta’, Sirius non aveva alcuna intenzione di sbrigarsi.

Il contatto con Remus gli procuro’ forti brividi lungo la schiena e le guance gli andarono in fiamme, sia per l’emozione che per il calore di quel corpo abbandonato sotto di se’. L’odore della pelle di Moony gli annebbio’ la mente e la morbidezza delle sue labbra gli procuro’ il desiderio insostenibile di conoscerne il sapore. Si stacco’ di qualche millimetro appena e, con la punta della lingua, percorse il labbro inferiore di Remus in tutta la sua lunghezza: fu un gesto esasperatamente lento, ma Sirius non avrebbe rinunciato per nulla al mondo ad assaporare ogni centimetro della bocca del suo amore. Lecco’ anche il labbro superiore e, in quel momento, avverti’ il caldo respiro di Remus che si confondeva con il suo: il ragazzo aveva dischiuso appena la bocca, istintivamente, e la lingua di Sirius, famelica ed impaziente, si insinuo’ nella fessura, abbandonandosi all’esplorazione di ogni piu’ piccolo angolo di quella cavita’ calda ed invitante.

Senti’ la lingua di Remus incontrare la sua, sfiorarla ed accarezzarla, e Sirius si lascio’ scappare un mugolio di piacere; strinse piu’ forte i capelli del compagno tra le dita e prosegui’ il bacio, ormai del tutto dimentico delle altre due presenze nella camera.

— Potter? —

— Mh? —

— Non e’ che a Black piace Remus? —

James guardo’ la pixie di sottecchi e si schiari’ la voce per nascondere l’imbarazzo.

— Gli hai detto tu di baciarlo cosi’... —

— Si’, ma intendevo che gli sfiorasse castamente le labbra, non che gli succhiasse via l’anima dal corpo. — Lily incrocio’ le braccia sul petto e continuo’ a fissare lo spettacolo sotto di se’, con aria decisamente interessata. — Ora si spiegano molte cose: la faccenda del Boggart, il doppio cognome, l’avversione di Black nei miei confronti quando oggi mi ha beccato in biblioteca in compagnia di Remus... Ed ecco perche’ ha dato buca a tutte quelle ragazze! —

— Ehm, Evans... — James comprese che qualunque cosa avesse detto per sviare i sospetti della compagna sarebbe servita soltanto a mortificare la sua intelligenza, dato il comportamento abbastanza esplicito di Sirius, cosi’ cerco’ di arginare almeno in parte i danni che quella rivelazione avrebbe potuto provocare. — Non farne parola con nessuno, ti prego, e men che mai con Remus. E’ una questione delicata, e Sirius non vuole perdere la sua amicizia. Lui gli vuole davvero bene. —

— Credo che sia chiaro. — Lily sorrise, e James senti’ il cuore salirgli in gola. — Pensavo che Black infrangesse i cuori delle ragazze con i suoi rifiuti per puro divertimento e non perche’, invece, gli piacesse gia’ qualcun altro. Ammetto che forse sono stata un po’ superficiale a giudicarlo... a giudicarvi... — si corresse in fretta — Ma dopo quello che e’ successo con quel Boggart, ho cominciato a comprendere molte piu’ cose: non mi intromettero’ oltre nelle vostre faccende e non ne parlero’ con nessuno, puoi stare tranquillo, anche perche’ i sentimenti di Black mi sembrano davvero seri. —

— Lo sono. — confermo’ il gufo. — E mi auguro che possa esserci una possibilita’ per loro due... —

— Non e’ poi cosi’ improbabile — noto’ la pixie e, di fronte allo sguardo stralunato di James, sorrise ancora. — Ci stavo pensando prima, ricordi? Nella favola di Raperonzolo, Remus si e’ visto come il principe di Sirius e qui, invece, come la sua principessa... Non e’ un po’ troppo strano per essere una semplice coincidenza? —

— E’ quello che credo anch’io. — rivelo’ James — Ma e’ sempre cosi’ difficile riuscire a leggere i sentimenti di Remus... —

— Credo che non li scopriremo mai, se non stacchiamo Black dalla sua bocca. Remus potrebbe passare dal sonno alla morte per soffocamento... —

Ma fu lo stesso Sirius ad avvertire la necessita’ di aria e, seppure a malincuore, le sue labbra interruppero quel dolce contatto ed il ragazzo torno’ a sedersi, col volto rosso ed affannato ed il cuore che gli batteva all’impazzata.

Remus mosse appena le palpebre, respiro’ profondamente e poi apri’ lentamente gli occhi, mentre un’espressione di confusione si faceva strada sul suo volto ancora assonnato.

— Ma cosa...? —

— Remus. — Sirius si chino’ nuovamente su di lui e gli sposto’ alcune ciocche di capelli dalla fronte.

— Sirius. — Il viso di Moony fu rischiarato da un ampio sorriso, ed il ragazzo alzo’ il busto, mettendosi a sedere sul letto, per guardare meglio il compagno ed accertarsi che non si trattasse solo di un sogno.

Padfoot gli sorrise a sua volta, ma quasi gelo’ quando si rese conto che l’altro si era portato una mano alle labbra, sfiorandole con aria interrogativa. Forse si era spinto troppo oltre e, poiche’ Remus aveva risposto istintivamente al suo bacio, probabilmente adesso ricordava ogni cosa ed attendeva una spiegazione.

Ma Moony sorrise di nuovo e non fece domande.

— Cos’e’ successo? Ricordo che Snape mi ha sorpreso alle spalle e poi devo essere svenuto, o qualcosa del genere... Ma dove ci troviamo? — chiese, guardandosi intorno, spaesato — E perche’ sei vestito da mago azzurro? —

— REMUS! —

James plano’ sul letto, ponendosi tra i suoi due amici, e saltello’ sulle lenzuola per l’eccitazione.

— Sono contento di rivederti, amico mio, ma sono anche seccato! Perche’ dovete essere sempre tu e Sirius, Sirius e tu? Perche’ non pensi anche a me qualche volta? —

— Che vuoi dire? — gli domando’ Remus, scambiando un’occhiata con Sirius che, pero’, alzo’ le spalle, mostrando di non capire nemmeno lui cosa intendesse il loro comune amico.

— Che voi due interpretate sempre la coppia di innamorati, e non e’ giusto! Anche io voglio essere il mago azzurro... —

Remus arrossi’ violentemente ed abbasso’ il viso per evitare di guardare Sirius negli occhi, e non si rese conto che anche il compagno aveva fatto altrettanto, allo scopo di nascondere le guance che gli erano andate letteralmente in fiamme, per la seconda volta in pochi minuti.

Dall’alto della sua mensola, Lily sorrise di fronte a quella indiretta ammissione d’amore da parte dei due ragazzi, e James le fece l’occhiolino, felice di scoprire che i loro sospetti si stavano rivelando fondati.

— I-Io no-non c’entro... — balbetto’ Remus, sempre piu’ paonazzo, ma un urlo di Lily gli impedi’ di procedere oltre nella sua giustificazione.

I tre alzarono di scatto lo sguardo verso la mensola, appena in tempo per vedere la pixie precipitare in un cerchio luminoso, che era apparso all’improvviso sotto di lei.

— LILY! — grido’ James, e volo’ velocemente nella sua direzione, ma senza riuscire ad afferrarla.

In quello stesso istante, un altro cerchio di luce apparve sul letto su cui erano seduti Remus e Sirius, e i due si sentirono trascinare verso il basso da una forza irresistibile.

— REMUS! — urlo’ Padfoot, ed afferro’ il compagno per la vita, stringendolo forte contro di se’. — Non permettero’ che tu sparisca di nuovo. Stavolta non ti lascio andare. — gli sussurro’ all’orecchio, e Moony dimentico’ la sensazione di vuoto sotto di se’, intento ad ascoltare solo i battiti del suo cuore e i brividi di piacere lungo il suo corpo. Non gli sarebbe importato nemmeno di precipitare all’Inferno, purche’ gli fosse concesso di rimanere con Sirius.

James non pote’ fare altro che vedere i suoi amici venire inghiottiti dal nuovo portale e, ancora una volta, si senti’ terribilmente impotente. Ma la ragione prese ben presto il sopravvento sullo smarrimento, e il gufo scosse la testa con forza: dopo aver lanciato un ultimo sguardo al letto da cui erano scomparsi Sirius e Remus, grido’ loro di fare attenzione, sperando che l’udissero, e si tuffo’ nel cerchio apparso sulla mensola, in cerca di Lily.

Anche lui, come Padfoot, non avrebbe mai abbandonato il suo amore.