III.

La bella addormentata (parte I).

 

— Evans? —

— Si’, sono qui, Potter. —

Lily strattono’ appena le piume del gufo davanti a lei per confermare la sua presenza, poi si lascio’ scappare un sospiro quando si rese conto di trovarsi in un posto completamente differente dalla terra in cui sorgeva la torre di Raperonzolo.

— Ne deduco che non sai dove siamo, giusto Evans? — James si volto’ per guardarla e la pixie scosse il capo.

Erano trascorsi solo pochi secondi dal momento in cui erano entrati nel cerchio di luce, attraversandolo in volo, e quando i loro occhi avevano fissato nuovamente delle forme distinte, avevano compreso di aver superato un portale: i verdi boschi e i campi assolati avevano ceduto il posto ad una foresta lugubre e ad un cielo plumbeo, e l’atmosfera pesantemente silenziosa induceva a credere che non vi fosse traccia alcuna di essere vivente, ne’ uomo ne’ animale.

— Forse siamo finiti all’interno di un’altra favola. — riflette’ Lily, mentre si guardava intorno cercando di ricordare — Ma non ho ancora individuato quale... —

— Ma come? Non stavi aiutando tu Remus con il compito di Babbanologia? —

— Gli ho solo fatto leggere delle fiabe. Non so quali abbia scelto ne’ quante, quindi ora non ho assolutamente idea di dove ci troviamo. Contento, Potter? —

— Ammetto che rimanere solo con te, in altre circostanze, mi avrebbe riempito di gioia, ma ora sono preoccupato per Sirius e Remus, quindi credo che l’unica cosa da fare adesso sia andare in giro a cercarli. —

— Penso che sia il caso di separarci. — asseri’ Lily, dopo che si furono inoltrati in volo nella foresta. — La zona e’ troppo ampia e... —

— Mi dispiace, ma non ho nessuna intenzione di perdere anche te, Evans. — l’interruppe James, continuando a guardarsi intorno in cerca di un indizio.

— A voler essere precisi, quello che non dovrebbe perdersi sei tu, Potter. Mi e’ gia’ difficile immaginare cosa stia combinando Black da solo... —

— Ehi, voi due! —

Al suono di quell’improvviso richiamo, sia il gufo che la pixie smisero di discutere e si voltarono lentamente per fronteggiare l’intruso; Lily sollevo’ la bacchetta, pronta ad attaccare o a difendersi, ma l’abbasso’ con un sospiro di sollievo quando si trovo’ davanti il sorriso sfrontato di Sirius.

— Ci hai fatto prendere un colpo, amico! — James cerco’ di assumere un tono di rimprovero, ma non riusci’ a nascondere la gioia di aver ritrovato almeno uno dei suoi compagni. — Dov’e’ Remus? —

— Non ne ho idea. — ammise Sirius, scrollando il capo con aria sconsolata. — Ho vagato tra gli alberi senza riuscire ad orientarmi, e mi sembra gia’ un miracolo aver incontrato voi. Almeno non indosso piu’ quel pesante e ridicolo abito, e ho potuto muovermi piu’ liberamente... — aggiunse soddisfatto, mentre gli occhi dei suoi amici corsero meccanicamente lungo la sua figura.

L’ingombrante veste rosa di Raperonzolo si era, in effetti, trasformata in una tunica turchese, dritta e semplice, con una cintura dorata legata in vita, da cui pendeva una bacchetta, ed un corto mantello adagiato sulle spalle, dai bordi ricamati in oro. Tra le mani di Sirius vi era poi un cappello dalla forma conica, dello stesso colore della tunica, con due piume bianche che ne ornavano i lati.

— Mi pare di capire che stavolta sia tu il mago azzurro... — commento’ la pixie, senza stupirsi.

— Mi spiegate cos’e’ questo mago azzurro? — domando’ Sirius, senza nascondere la sua perplessita’ — Anche Remus era vestito in modo simile prima, e sembra che io sia l’unico a non sapere nulla! —

Lily gli lancio’ un chiaro sguardo di disappunto, ma ritenne che fosse meglio che anche Black conoscesse qualcosa del mondo in cui erano stati catapultati, almeno affinche’ evitasse colpi di testa che avrebbero potuto allontanare il momento del loro ritorno a casa.

— In molte favole babbane, esiste una fanciulla in difficolta’ ed un misterioso principe azzurro che giunge a salvarla. — inizio’ — Nella versione di Remus il principe e’ diventato il mago azzurro e, a quanto pare, in questa fiaba sei tu ad impersonarlo, mentre in quella precedente, lui stesso si era identificato con questa figura. Solo che quella storia ha poi preso una piega inaspettata. —

— Che intendi dire? —

James provo’ ad appollaiarsi sulla spalla di Sirius, ma lo sguardo bieco di quest’ultimo lo convinse a poggiarsi sul ramo piu’ basso di un albero vicino.

— Ve l’ho gia’ spiegato prima: il principe non riesce a far scendere Raperonzolo dalla torre, nella favola tradizionale. Il fatto che Remus abbia potuto condurre giu’ Black implica che questo libro si sta formando secondo la volonta’ di volta in volta manifestata dallo stesso Remus. In altre parole, se non lo troviamo in fretta, non potremo mai sapere come comportarci. —

— Io voglio trovarlo al piu’ presto, solo perche’ non sopporto che sia alla merce’ di Snape! — ribatte’ Sirius, poggiando con rabbia il cappello sulla testa e cominciando a camminare in una direzione casuale. — Dovessi passare tutta la vita bloccato in questo libro, io me lo riprendero’! —

Lily lancio’ a James uno sguardo interrogativo, ma il gufo fece finta di non vederlo ed abbandono’ la sua postazione sul ramo per seguire velocemente l’amico, che era gia’ sparito oltre gli alberi.

— Calmati, Padfoot! Cerchiamo di rimanere insieme almeno noi tre! — gli disse, non appena l’ebbe raggiunto.

— Come faccio a calmarmi? Moony e’ svenuto proprio davanti ai miei occhi ed io non so cosa gli sia successo, dove si trovi e come stia ora! Devo raggiungerlo il prima possibile, Prongs, o non me lo perdonerei mai! —

— Sembri davvero l’eroe che vuole salvare la sua principessa... se non fosse che Moony e’ in grado di cavarsela molto meglio di te e me messi insieme! Sai bene anche tu cosa succede, quando qualcuno lo fa arrabbiare... —

— E se non avesse piu’ la sua bacchetta? E se fosse ancora incosciente? —

— Black! Potter! — Lily giunse rapidamente alle loro spalle e si fermo’, ansimante, dopo il veloce volo. — Sta arrivando qualcuno! —

Il giovane mago ed il gufo puntarono gli occhi verso la direzione indicata dalla pixie, appena in tempo per scorgere una sagoma che sembrava dirigersi in tutta fretta verso di loro.

— Sni-Snivellus? —

Snape, o meglio, l’essere che aveva le sembianze di Severus Snape si blocco’ di fronte a Sirius e gli afferro’ entrambe le mani, stringendogliele forte.

— Finalmente siete giunto. Sono cento anni che la principessa Vi attende. —

Black provo’ ad aprire la bocca per parlare, ma la sorpresa sembrava avergli atrofizzato le corde vocali e tutto cio’ che pote’ fare fu continuare ad osservare Snivellus, sebbene il suo cervello si rifiutasse di credere alla realta’ dello spettacolo che gli si era parato dinanzi: tunica celeste, cappello conico fissato alla testa da un nastro annodato sotto la gola, bacchetta dorata con una stella luminosa sulla sommita’, viso sorridente... in quel momento, la vera immagine di Severus Snape parve a tutti molto meno inquietante.

— Oltre questa foresta, si erge un imponente castello: superate la barriera di rovi e salvate la principessa dal suo sonno eterno. Soltanto Voi potete spezzare quest’incantesimo centenario... —

Sirius squadro’ Snivellus con occhi sbarrati ancora per qualche istante, poi tiro’ bruscamente indietro le mani e sgancio’ la bacchetta dal fianco, puntandola verso l’altro con espressione minacciosa.

— Cosa hai fatto a Remus, maledetto bastardo? —

Snape arretro’ di un passo, evidentemente spaventato, e Lily si precipito’ verso Sirius, per impedire che il ragazzo lanciasse un incantesimo verso il malcapitato.

— Black, aspetta! Credo che Snape, qui, sia la fata buona! —

— La fata che? —

Il mago azzurro fisso’ la pixie, che si era nel frattempo seduta sulla sua bacchetta, senza comprendere ne’ a cosa si stesse riferendo ne’ perche’ lo avesse fermato dal punire Snivellus per aver osato alzare le mani su Moony.

— Nel castello oltre la foresta, dorme la principessa... Fate in fretta... —

Nell’udire quelle parole, Sirius riporto’ la sua attenzione su Snape, ma tutto quello che riusci’ a scorgere fu solo la sua figura che svaniva nell’aria; ritiro’ con rabbia la bacchetta, facendo quasi cadere Lily, e si sedette di peso su una grossa radice sporgente dal terreno.

— Si puo’ sapere perche’ mi hai fermato? Adesso come facciamo a sapere dove ha portato Remus? —

— Credo che ce l’abbia appena detto. — replico’ Lily, senza scomporsi. — Dal momento che ci siamo trasferiti in un’altra favola, anche Snape ha cambiato personaggio: a quanto pare, la babbana malvagia di “Raperonzolo” si e’ trasformata nella fata buona de “La bella addormentata”. —

— Hai capito in che fiaba siamo finiti? — domando’ James, poggiandosi sulla radice accanto all’amico.

— Gia’. — La pixie annui’ con il capo — E’ la storia di una principessa che, alla sua nascita, viene colpita dalla maledizione di una fata malvagia, adirata per non essere stata invitata alla festa di presentazione della piccola: a 16 anni, la ragazza si punge un dito con un fuso e cade addormentata per cento anni. —

— E noi dobbiamo svegliarla. — termino’ Sirius, al suo posto. — Quindi credi che questa principessa possa essere Remus e che lui adesso si trovi in quel castello, giusto? —

— Lo scopriremo solo andando li’. — rispose Lily, mentre fissava un punto imprecisato nella foresta. — D’altronde, dobbiamo necessariamente recarci al castello, se vogliamo che la favola vada avanti. —

— Non finira’ come quella di prima, vero? — Sirius aveva preso a giocherellare con la sua bacchetta, ma la sua apparente indifferenza mal celava una preoccupata curiosita’. — Ossia, la ragazza rapita dalla vecchia e il principe che cade dalla torre e si acceca? —

La pixie lo squadro’ per un lungo istante senza capire, poi la sua mente si illumino’ e sul suo volto comparve l’ombra di un sorriso.

— Io vi ho raccontato come proseguiva, non come terminava... —

Sirius ripose la bacchetta nel fodero, immediatamente interessato, e persino James non pote’ impedirsi di lanciare alla ragazza dei suoi sogni uno sguardo carico di meraviglia.

— Cosa?! Anche io ho pensato che Raperonzolo non avrebbe piu’ rivisto il suo bel mago... — rivelo’ il gufo, guadagnandosi un’occhiata torva da parte di Sirius.

— Il principe cieco vaga in solitudine per giorni e giorni, finche’ non giunge nel deserto in cui si trova la sua amata, riconoscendola dalla voce. Le lacrime di Raperonzolo gli bagnano gli occhi e lui riacquista la vista, cosi’ i due amanti, finalmente riuniti, possono vivere felici. — narro’ Lily, come se si trattasse della cosa piu’ naturale del mondo.

James sbatte’ le palpebre, perplesso.

— Non sapevo che le lacrime avessero questo potere curativo... —

— Si tratta di lacrime d’amore, stupido d’un Potter! — sbotto’ la pixie — E comunque, c’e’ anche un’altra versione del finale, quella in cui Raperonzolo da’ alla luce due gemelli, figli del principe, mentre si trova nel deserto. —

— Figli?! — Il tono di voce di Sirius fu piu’ alto del dovuto, ma Lily parve non accorgersene.

— Esatto. Ma adesso smettiamola di perdere tempo con queste chiacchiere, visto che ci troviamo in un’altra favola! Non sappiamo in che direzione sia il castello, quindi la cosa migliore e’ che io voli al di sopra degli alberi e dia uno sguardo intorno: almeno eviteremo di vagare inutilmente... —

— Vengo con te, Evans! — si offri’ James, abbandonando con uno scatto il suo posto accanto a Sirius, ma Lily lo fermo’ con un gesto della mano, prima che le si avvicinasse troppo.

— E’ meglio che tu rimanga qui con Black, Potter. —

— Ma non posso lasciarti andare sola!  Non sappiamo che pericoli si nascondano in questa foresta e... —

— Devo ricordarti che, tra noi due, sono io quella che ha una bacchetta e che, in caso di bisogno, dovrei essere io ad aiutare un povero gufo e non viceversa? —

Prongs abbasso’ il capo ed ammutoli’, ben consapevole del fatto che la sua misera condizione di pennuto non avrebbe potuto essere di alcuna utilita’, tranne quella di beccare la testa dura di Padfoot ogni qualvolta se ne presentasse la necessita’. Evidentemente, anche Lily doveva essere della medesima opinione, poiche’ guardo’ Sirius con la coda dell’occhio, prima di incrociare le braccia al petto e sospirare.

— Non so fino a che punto valga dirlo ad uno come te.... pero’, Potter, sta’ accanto a Black e non perderlo di vista. Se lui e’ il principe, e’ importante che arrivi al castello sano e salvo: uno dei suoi colpi di testa potrebbe imprigionarci per sempre in questa dimensione. —

— Non vuoi proprio che ti accompagni? In due potremmo fare... — ma non fini’ nemmeno la frase che la pixie si era gia’ alzata in volo, scomparendo oltre le folte chiome degli alberi. — ...prima. —

James sospiro’ per la delusione e, dopo aver scrollato il capo con fare afflitto, ritorno’ a sedersi accanto al compagno, incapace di immaginare un modo in cui avrebbe potuto ingannare l’attesa.

— Certo che sarebbe davvero divertente se stavolta la ragazza fosse Moony, vero Padfoot? Magari potresti approfittare della situazione per sondare un po’ il terreno, che ne dici? —

Non ricevendo alcuna risposta, Prongs sollevo’ lo sguardo verso l’amico, preoccupato che quell’ennesimo discorso sull’opportunita’ di una dichiarazione d’amore a Remus l’avesse seccato, ma tutto cio’ che riusci’ a cogliere sul suo volto fu solo un’espressione assente e beata ed un sorriso idiota stampato sulle labbra.

— Padfoot? Ti senti bene? Padfoot! —

Al suono esasperato del suo nome, Sirius si riscosse di colpo e fisso’ l’amico con aria ingenuamente interrogativa.

— Cos’hai da urlare, Prongs? —

— Volevo soltanto accertarmi che il tuo cervello fosse ancora tra noi... —

— Scusami, stavo pensando. — Padfoot abbasso’ gli occhi, mortificato, e comincio’  a spostare con il piede, avanti ed indietro, una zolla di terreno.

— E a cosa, se e’ lecito? Pochi minuti fa eri preoccupato da morire per la tua bella, mentre ora hai sulla faccia la stessa espressione da demente che ti compare ogni volta che ti perdi nella contemplazione di Moony durante le lezioni. —

— Devo ricordarmi di portare uno specchio la prossima volta, cosi’ potrai ammirare la TUA faccia da demente, quando fissi Evans! —

— Ora non cambiare discorso, Padfoot! Vuoi dirmi a cosa pensi di cosi’ piacevole, mentre siamo bloccati in una foresta sconosciuta e buia? —

Sirius sbuffo’, ma subito dopo le sue labbra si distesero in un nuovo sorriso che ebbe l’effetto di illuminargli completamente il volto.

— Pensavo che Mizar e Sylvia potrebbero andare bene. —

— Andare bene per cosa? — James inclino’ la testa di lato, perplesso.

— Come, per cosa? Come nomi, no? —

Prongs comincio’ seriamente a chiedersi se quel ridicolo cappello con le piume avesse il potere di danneggiare le cellule cerebrali di chi lo indossasse.

— Padfoot, mi stai preoccupando... Nomi per chi? —

— Santo cielo, Prongs! — Sirius lo guardo’ esasperato — Non dirmi che non hai mai pensato ai nomi da dare ai tuoi bambini, se un domani tu e la Evans doveste sposarvi! Mizar e Sylvia sono i nomi che mi piacerebbe avessero i figli miei e di Moony, tutto qui! —

In quel momento, James ebbe la certezza che il cappello non avesse soltanto danneggiato il cervello del suo padrone, ma lo avesse completamente risucchiato e spedito in una dimensione lontana.

— Sirius, forse dovresti stenderti per un attimo... —

— Mh? E perche’ dovrei? —

— Come, perche’ dovresti?! Hai appena detto di volere un figlio da Remus! —

— E allora? Non e’ normale desiderare un figlio dalla persona che ami? —

— E’ normale, Padfoot, ma nel vostro caso non e’ naturale! Siete due maschi! —

— E allora? Questa e’ una cosa a cui si puo’ benissimo rimediare! —

James rimase col becco aperto, incapace di articolare parola per il timore di chiedere all’amico quale fosse esattamente il suo piano.

— L’ho scoperto due mesi fa, quando il professor Binns mi ha assegnato un tema da svolgere, come punizione per aver trasfigurato i capelli di Snivellus in serpi durante la sua lezione. Si trattava di un saggio sulla storia antica degli Elfi: Moony mi ha aiutato, indicandomi i testi da consultare, e cosi’ sono venuto a conoscenza dell’intera faccenda. Devi sapere che gli Elfi, all’inizio, possedevano sia gli organi interni maschili che quelli femminili in un unico corpo: al momento dell’accoppiamento, sviluppavano gli uni o gli altri a seconda del partner e cosi’ proseguivano la specie. A volte capitava, pero’, che questo processo avvenisse per induzione, quando ad esempio l’Elfo di una data famiglia dovesse unirsi con l’Elfo gia’ maschio di un’altra. Cosi’ e’ nata questa particolare pozione, la cui ricetta dovrebbe ancora essere contenuta in uno degli antichi testi giunti fino a noi, sebbene voci dicono che sia stata modificata perche’ potesse essere utilizzata come “maledizione” anche su chi avesse solo organi maschili: cosa c’e’ di peggio per gli uomini che sentirsi come una donna “in quei giorni”? —

Prongs punto’ lo sguardo in alto, senza sapere cosa dire. Forse non avrebbe dovuto stupirsi tanto: laddove esistevano la Polyjuice Potion, gli Animagi e i Metamorphmagi, era anzi perfettamente naturale che qualcuno avesse creato anche una pozione del genere.

— Sai anche come prepararla, Padfoot? — domando’ con una certa apprensione, e Sirius scosse il capo.

— Non ancora, ma un giorno la trovero’ e ci riusciro’, vedrai! —

James si copri’ il viso con un’ala, non riuscendo a sostenere la vista dell’espressione trionfale che si era accesa sul volto di Sirius.

— Padfoot... condivido il tuo entusiasmo e, anzi, mi propongo fin da ora come padrino del piccolo... ma non sarebbe meglio che tu ti dichiarassi a Remus PRIMA? —

Le labbra del giovane Black si piegarono in una smorfia di disappunto all’osservazione del compagno e i suoi occhi si incupirono per un breve istante, lasciando James decisamente disorientato.

— Glielo diro’, sta’ tranquillo. Ma solo dopo aver terminato la scuola. —

— Cosa? Ma manca piu’ di un anno! Padfoot, non avrai davvero intenzione di aspettare cosi’ a lungo? Se sei sicuro dei tuoi sentimenti, dovresti rischiare! —

— Sai bene anche tu che non e’ cosi’ semplice, James! — L’alta voce di Sirius sembro’ tuonare nella foresta silenziosa. — Noi quattro siamo amici fin dal primo anno, siamo rimasti accanto a Remus quando abbiamo scoperto il suo segreto, siamo diventati Animagi per fargli compagnia durante le trasformazioni, siamo sempre insieme sia di giorno che di notte... Se gli dicessi che sono innamorato di lui e lui non mi ricambiasse, vivrebbe una situazione imbarazzante, perche’ non si troverebbe piu’ a suo agio con me, non mi parlerebbe piu’ liberamente come ora, magari non vorrebbe nemmeno piu’ Padfoot al suo fianco! Si allontanerebbe da me... e da voi... E’ inevitabile che succeda, Prongs. Non puoi agire come se nulla fosse, quando uno dei tuoi migliori amici ti confessa di amarti. Lo vedi con occhi diversi, ed io non voglio che succeda: non sopporterei che il suo sguardo sfuggisse il mio o che la sua mano evitasse accuratamente anche solo di sfiorarmi. Per ora e’ piu’ imporante che lui continui ad esistere nella mia vita. —

James ascolto’ in silenzio il lungo sfogo di Sirius e, per la prima volta, si rese conto di quanto potesse essere frustrante scegliere tra l’amicizia e l’amore: ogni volta che chiedeva a Lily di uscire con lui, sapeva bene che il suo rifiuto non avrebbe inciso sul loro gia’ inesistente rapporto, mentre Sirius si era innamorato di una delle persone con cui, da sei anni, divideva la vita. Era in gioco un equilibrio perfetto che Padfoot non aveva ancora intenzione di rompere per il desiderio di ottenere qualcosa di piu’.

— Non potrai tenerlo nascosto ancora a lungo. Ti ricordi quella ragazza dei Ravenclaw che invito’ Remus ad uscire, quando andammo a Hogsmeade? Fosti intrattabile per tutto il giorno, ci costringesti ad andare in TUTTI i locali ed in TUTTI i negozi, quasi volessi spiarli, e la sera facesti il terzo grado al povero Moony. Quando ti disse che quella ragazza non gli interessava, ne fosti talmente felice che cominciasti a camminare ad un metro da terra. Fu allora che iniziai a sospettare che il tuo attaccamento per lui non fosse soltanto amichevole, e come me ne sono accorto io, presto o tardi se ne accorgeranno tutti. —

— Lo so bene. — Sirius si tiro’ le gambe al petto e poggio’ il mento sulle ginocchia. — Ed e’ per questo che ho intenzione di dirgli cio’ che provo, ma solo dopo che avremo lasciato Hogwarts. Sai che ormai ho rotto i ponti con la mia famiglia: quest’estate sono stato con i tuoi, ma ora ho intenzione di cercarmi un appartamento. Dopo il diploma, diro’ a Moony la verita’ e gli chiedero’ di venire a vivere con me. Probabilmente non accettera’ e, in quel caso, non sara’ piu’ costretto a vedermi. Non dovremo piu’ mangiare insieme, studiare insieme, dormire nella stessa camera... Non lo vedro’ mentre si allontana da me, perche’ gia’ non saremo piu’ vicini. —

Prongs sfioro’ con l’ala il braccio del suo amico, ma preferi’ non dire nulla: Sirius non aveva bisogno di vuote parole di consolazione e, comunque, lui non sarebbe stato in grado di pronunciare quelle adatte a curare l’amarezza del suo amico. Quando aveva convinto Padfoot a confidarsi con lui, all’inizio era rimasto sorpreso dai suoi sentimenti per Remus, poi si era abituato all’idea ed aveva gioito della serieta’ di quell’amore.

Ma ora avrebbe dato qualsiasi cosa perche’ il suo migliore amico non si fosse innamorato di Moony: sia lui che Remus erano gia’ stati sufficientemente soli ed abbandonati a loro stessi perche’ potessero perdere anche il conforto della loro amicizia reciproca, e non riusciva a credere che Sirius avesse permesso ad un sentimento piu’ egoistico di prendere il sopravvento.

Ma era anche vero che nessuno poteva scegliere la persona da amare, e se il semplice sorriso di Moony riusciva ad illuminare la vita di Padfoot, allora James ritenne che esistessero sul serio cose per cui valesse la pena di rischiare.

— D’accordo, amico. Questo vuol dire che abbiamo un intero anno e mezzo per far si’ che il nostro lupo mannaro si innamori di te. Sono riuscito a praticare un incantesimo che pulisse i capelli di Snivellus, vuoi che non possa fare anche questo? —

Sirius lo fisso’ confuso, poi capi’ e gli rivolse un sorriso ricolmo di gratitudine.

— Beh, Prongs... mi auguro che il tuo piano non consista solo nel far sbucare rametti di vischio sopra le nostre teste, come hai fatto a Natale... —

— Ma sentitelo! — rise James — E questo sarebbe il tuo ringraziamento? —

— Ragazzi! —

Il richiamo di Lily interruppe il loro scambio di battute: la pixie plano’ a tutta velocita’ dall’alto e si fermo’ a mezz’aria, proprio davanti a Potter e Black, che attendevano, ansiosi, il risultato della sua ronda.

— Ho trovato il nostro castello. —